Madeddu presenta ad Augusta il giallo archeologico sui Bronzi di Riace e la “verità sommersa” di Brucoli
AUGUSTA – Un grande giallo archeologico, narrato come un thriller, che fa discutere esperti e appassionati. Venerdì 6 giugno (ore 18,30) il Circolo Unione di Augusta ospiterà la presentazione del nuovo libro di Anselmo Madeddu intitolato “Il mistero dei guerrieri di Riace. L’ipotesi siciliana“.
In questo suo ultimo lavoro, pubblicato da Algra editore, il medico-scrittore siracusano propone una tesi innovativa sull’origine dei celebri Bronzi di Riace, rinvenuti nel 1972 dinanzi alle coste calabresi, tesi che ha trovato spazio in una recente inchiesta giornalistica di Speciale Tg1.
Attraverso un’accurata indagine che combina dati archeologici, storici e scientifici, l’autore suggerisce che le statue potrebbero avere origini siciliane, legate alla figura storica di Gelone, tiranno di Siracusa, e alla vittoria nella battaglia di Imera del 480 a.C.. Questa ipotesi si basa su analisi archeometriche che mostrano una corrispondenza tra le terre di saldatura dei bronzi e i campioni prelevati nella zona della foce del fiume Anapo, vicino a Siracusa.
Durante l’incontro pubblico al Circolo Unione, Madeddu illustrerà le evidenze che supportano la sua teoria, tra cui testimonianze oculari e documenti fotografici che suggeriscono ciò che viene definito nella locandina una “verità sommersa“, quella cioè del possibile ritrovamento delle statue nei fondali di Brucoli, borgo marinaro di Augusta, un anno prima della scoperta ufficiale a Riace. Questi elementi alimentano l’ipotesi di un coinvolgimento dell'”archeomafia” nel trasferimento e occultamento delle statue.
Il libro, che ha già suscitato notevole interesse nazionale, intende rappresentare un contributo significativo al dibattito sull’origine dei Bronzi di Riace e invitare a una riflessione più ampia sul patrimonio culturale del Mediterraneo.



















