Politica

Miasmi, giugno nero nell’Aerca siracusana: cresce la tensione istituzionale dopo il report Arpa

SIRACUSA – Tornano al centro dell’attenzione pubblica le molestie olfattive nell’Area ad elevato rischio di crisi ambientale (Aerca) di Siracusa (Augusta, Melilli, Priolo, Siracusa, Floridia e Solarino). I dati ufficiali diffusi da Arpa Sicilia relativi al periodo compreso tra l’1 e il 13 giugno 2026 confermano un’intensificazione delle segnalazioni provenienti dai cittadini, soprattutto nei territori di Melilli, Priolo Gargallo e Siracusa, dove nelle ultime settimane numerosi residenti hanno lamentato la presenza di persistenti odori riconducibili prevalentemente a idrocarburi e composti solforati.

Secondo il report pubblicato ieri dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, il sistema Nose, basato sulle segnalazioni volontarie geolocalizzate dei cittadini tramite web app, ha registrato complessivamente 714 segnalazioni in appena tredici giorni. I comuni maggiormente interessati risultano Melilli con 216 segnalazioni, Priolo Gargallo con 209 e Siracusa con 127. Il 64 per cento delle segnalazioni riguarda odori classificati come riconducibili a idrocarburi, mentre il 21 per cento asserite esalazioni di zolfo.

Nel periodo esaminato sono stati inoltre registrati quattro eventi di “alert” previsti dal protocollo operativo: il 3 giugno a Città Giardino, frazione di Melilli, il 4 e il 5 giugno a Priolo e nuovamente il 13 giugno nello stesso comune, con l’attivazione delle procedure di monitoraggio e campionamento.

I dati delle centraline evidenziano diversi episodi di incremento delle concentrazioni di alcuni inquinanti e composti odorigeni. In particolare, sono stati rilevati picchi di biossido di zolfo (SO₂), superamenti della soglia olfattiva per l’idrogeno solforato (H₂S) e numerosi valori elevati di idrocarburi non metanici (NMHC), con punte superiori a 1.100 microgrammi per metro cubo nella stazione Augusta-Marcellino. Tre picchi superiori a 20 microgrammi per metro cubo sono stati inoltre registrati per il benzene nelle stazioni di Augusta e Siracusa. Arpa precisa tuttavia che per il biossido di azoto (NO₂) non sono stati rilevati superamenti del valore limite orario previsto dalla normativa.

Durante gli eventi di alert sono stati attivati sia i sistemi automatici di campionamento delle emissioni odorigene sia le attività sul campo dei tecnici dell’Agenzia, che hanno effettuato prelievi mediante canister e sacche in nalophan, coinvolgendo anche Protezione civile e autorità locali. Un’analisi olfattometrica eseguita su un campione prelevato a Priolo il 5 giugno ha restituito una concentrazione di odore pari a 72,9 ouE/m³. Contestualmente sono state richieste informazioni ai gestori degli impianti industriali circa eventuali anomalie operative e sono stati effettuati sopralluoghi all’interno del polo petrolchimico.

Nelle conclusioni del report, Arpa evidenzia l’elevato numero di segnalazioni e di alert registrati nel periodo, sottolineando come le condizioni meteorologiche caratterizzate da venti molto deboli possano suggerire una relativa “prossimità delle sorgenti emissive all’area delle segnalazioni“, pur senza attribuire responsabilità specifiche.

Sul piano istituzionale, la recrudescenza del fenomeno ha alimentato il dibattito tra amministratori locali e rappresentanti regionali.

Lo scorso 13 giugno il sindaco di Priolo Gargallo, Pippo Gianni, attraverso un messaggio diffuso sui canali social del Comune, ha annunciato l’intenzione di chiedere alla Prefettura, alla Procura della Repubblica, al Ministero dell’Ambiente e all’assessorato regionale Territorio e Ambiente di “fermare tutti gli impianti della zona industriale fino a quando non sarà fatta piena chiarezza sulla provenienza dei miasmi“. Il primo cittadino ha definito “non più episodica né tollerabile” una situazione che continuerebbe a suscitare forte preoccupazione nella popolazione.

A distanza di pochi giorni, è intervenuto stamani anche il sindaco di Melilli e presidente della commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana, Peppe Carta. Nel corso di una diretta social dall’Ars, Carta ha rivendicato il lavoro svolto dalla Commissione e dai parlamentari regionali sul tema ambientale, rispetto a ciò che ha definito “annunci inutili“, e sostenendo che i cinque milioni di euro stanziati dalla Regione per il potenziamento di Arpa debbano essere destinati prioritariamente all’area industriale siracusana. “Le risorse che abbiamo dato devono essere spese nella zona industriale di Siracusa e non in altre parti della Sicilia“, ha affermato, aggiungendo che “non è più possibile che in quei territori si viva di puzza e miasmi solo perché chi deve controllare ha messo un impegno mediocre“.

Carta ha inoltre annunciato la predisposizione di un documento condiviso dagli enti locali interessati, da elaborare dopo un confronto in Prefettura, con la richiesta alla Regione di ulteriori risorse economiche da destinare ai Comuni e al Libero Consorzio comunale di Siracusa per l’acquisto di mezzi e strumentazioni utili a individuare eventuali sorgenti emissive.

Sul caso è intervenuto oggi anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, con un comunicato ufficiale. “Sono in contatto costante con il direttore dell’Arpa Sicilia, Vincenzo Infantino, che è presente sul posto da giorni per condurre tutte le verifiche tecniche necessarie e valutare ogni profilo di rischio per la salute dei cittadini“, afferma Schifani, annunciando la ricezione di una relazione tecnica completa da parte dell’Agenzia e un confronto nella Prefettura aretusea con tutte le autorità competenti per individuare le misure da adottare nell’immediato.

I cittadini che da anni convivono con questo carico ambientale meritano risposte concrete e tempestive – aggiunge il governatore – Voglio che sappiano che il mio governo è al loro fianco e che metteremo in campo ogni intervento necessario per tutelarne la salute e garantire condizioni di vita migliori“.

(Nella foto di repertorio in copertina: zona industriale siracusana)


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