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Nubi sul “Muscatello”, proposta shock di un consigliere comunale: “Dimettiamoci tutti”

AUGUSTA – Si riaccende il dibattito intorno all’ospedale “Muscatello”. Si discute da una settimana sulla bozza della nuova rete ospedaliera regionale presentata dall’assessore Gucciardi, in particolare sul reale contenuto della prevista “Rete del pronto soccorso delle zone ad alto rischio ambientale”, nella quale figura il nosocomio cittadino insieme al solo ospedale di Niscemi.

Dal fronte politico comunale, la commissione consiliare competente presieduta da Sarah Marturana acquisisce documenti dall’Asp e sollecita la Regione a rendere conto, il sindaco Cettina Di Pietro richiede di essere audita in commissione Sanità all’Ars e il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Di Mare propone l’ennesimo Consiglio comunale monotematico, iniziativa condivisa dalla recente conferenza dei capigruppo.

Nel frattempo, nei giorni scorsi, è stata segnalata la temporanea sospensione delle prestazioni oncologiche ad Augusta, a causa dell’astensione per malattia di alcuni medici.

Vincenzo Canigiula consigliere comunale di AugustaIn questa cornice, irrompe il consigliere comunale di opposizione Enzo Canigiula, promotore di numerose iniziative a difesa dell’ospedale civico, constatando con ironia che finalmente il “problema del Muscatello è tornato di moda“: “All’improvviso il “Muscatello” ha captato l’interesse di molta più gente di quanta ne abbia potuto immaginare dopo quel caldo giorno di luglio in cui in molti, Sindaca (apparizione di circa 15 minuti) e colleghi compresi a parte un paio, reputarono opportuno che ci fosse altro da fare quel giorno piuttosto che perdere mezza giornata appresso a un problema che “tanto già hanno deciso per noi”“.

Ricorda la sua proposta, espressa in quel consesso, di una legge per rivelare i nascituri nel comune di residenza dei genitori, accolta dal deputato nazionale del Pd Pippo Zappulla e sulla quale si attendono aggiornamenti dalla Camera.

Mostra apprezzamento per il lavoro svolto dalla commissione consiliare di cui fa parte: “La commissione ha lavorato bene (purtroppo problemi di lavoro mi hanno tenuto lontano dall’ultima) e ha stabilito di chiedere d’essere ascoltata in commissione regionale magari (ci credo poco) in presenza dell’assessore Gucciardi. Questo passo dovrebbe portare a qualcosa di positivo in termini di visibilità ma credo che oltre a ciò avremmo bisogno di qualcosa di più forte, che vada oltre i confini del nostro territorio“.

La denuncia del consigliere contro i vertici dell’Asp è, ancora una volta, netta: “Increscioso che persone in chemioterapia debbano trovare le porte chiuse in un ospedale. Increscioso che il Direttore sanitario non chieda scusa per il gravissimo disservizio. Increscioso che il Direttore generale non lo rimuova dal suo incarico e poi egli stesso rassegni le dimissioni. Increscioso che si continui ancora a giocare a rimpattino mentre Augusta muore“.

Quindi Canigiula lancia l’idea di una “protesta forte“, come la definisce egli stesso, già rivolta al Consiglio comunale di otto anni fa, di cui però non faceva parte. Annuncia infatti che, per portare alla ribalta nazionale tutte le problematiche della città di Augusta, a partire dal “caso Muscatello”, sta preparando un documento con il quale rassegna le sue “dimissioni condizionate” e cioè, come precisa, “che avranno effetto nel momento in cui l’ultimo dei miei ventinove colleghi firmeranno il documento“, invitando di fatto tutti alle dimissioni.

Spiega, in definitiva, mettendo in guardia dagli “opportunisti” pronti a correre alle prossime elezioni regionali, la finalità della proposta shock: “Auspico che questa scelta serva a smuovere le coscienze fino a Roma nella persona del ministro Lorenzin. Tanto in Sicilia siamo “autonomi a convenienza”. Ma soprattutto serva a restituire alla mia città la dignità che le spetta, non lasciando il bastone del comando e delle decisioni nelle mani dei “soliti noti siracusani” e di coloro che hanno svenduto la nostra terra e la nostra salute“.


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