Politica

Prima conferma sull’arrivo di 32 mila tonnellate di polverino dell’Ilva, pronta risoluzione all’Ars

AUGUSTA – Un mese fa la denuncia di Legambiente Augusta, seguita da altre associazioni della provincia, dell’arrivo, fin da ottobre, di autotreni carichi di polverino d’altoforno dell’Ilva, da Taranto verso la discarica in territorio di Melilli, attraverso il porto di Catania, a differenza di quando nell’aprile dello scorso anno transitavano, tra le polemiche, attraverso il porto commerciale di Augusta.

Ieri, martedì, sarebbe stato confermato in commissione Territorio e Ambiente all’Ars, “l’arrivo, all’insaputa di tutti, in provincia di Siracusa di 32 mila tonnellate di sostanze provenienti dall’Ilva di Taranto, definite rifiuti speciali ma non pericolosi“. A rivelarlo è il parlamentare regionale Vincenzo Vinciullo, che ha contestato nel suo intervento in commissione “che sia stata disattesa la risoluzione n. 22 della medesima commissione Ambiente e Territorio, che aveva invitato il Governo regionale a vigilare affinché non arrivasse più, senza l’accordo con i soggetti responsabili della provincia di Siracusa, materiale proveniente dall’Ilva di Taranto“.

Vinciullo evidenzia una presunta anomalia: “In particolare, quello che lascia sbalorditi, è come il Ministero, o chi per Lui, abbia consentito di aggirare le disposizioni del Parlamento siciliano, facendo sbarcare il polverino a Catania e non più ad Augusta, ricorrendo all’Arpa di Catania, si presuppone, all’Asp di Catania, è sperabile pensare, ma di fatto aggirando le disposizioni impartite dalla Commissione parlamentare referente per la Regione Siciliana“.

In commissione è stata approvata una risoluzione a firma dello stesso Vinciullo (Ncd) e dei parlamentari Cirone Di Marco (Pd) e Trizzino (M5s). Una risoluzione con la quale si impegna il Governo ad attivarsi immediatamente per bloccare l’arrivo indiscriminato di rifiuti in Sicilia e a costituire un tavolo di concertazione al fine di creare le condizioni ottimali per gestire i rapporti con lo Stato, rivendicando al contempo risposte sugli interessi legittimi della Regione.


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