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Racconto di una Via Crucis cittadina “anti-cancro”

AUGUSTA – Foulard bianchi in testa, con richiamo alle Madri di Plaza de Mayo, foulard gialli e una sequela di striscioni di forte denuncia sociale. Alle ore 17 di un atteso 28 aprile, le persone si stanno ancora adunando nel parcheggio del cimitero di Augusta. Punto di partenza del corteo per commemorare i “caduti” di tumore, per denunciare ancora una volta l’elevato tasso d’inquinamento ambientale causato dal polo petrolchimico del cosiddetto “triangolo della morte” Augusta-Priolo-Melilli.

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Foto: Alessio Saraceno per La Gazzetta Augustana.it

Un corteo silenzioso dal cimitero comunale alla centrale piazza Duomo, che si è mosso a stazioni come una Via Crucis, quella delle vittime e dei loro familiari. Una marcia per non dimenticare, durante la quale è stato letto il funesto elenco, su cui l’arciprete don Palmiro Prisutto asserisce: “In ogni caso, è certo che gli ottocento morti di cancro della lista non sono tutti, ce ne sono molti di più…“. L’arciprete, infatti, rende noto che è stato redatto un nuovo tabulato delle vittime.

Don Prisutto, a seguito delle vicissitudini, ormai alle spalle, con la Curia, si fa portavoce della coraggiosa denuncia: “Quando una delle massime autorità si reca nei luoghi di una tragedia, depone una corona di fiori su un monumento commemorativo ai caduti, quello delle Fosse Ardeatine, l’Altare della Patria. Ad Augusta, nessuna autorità dello Stato si è degnata di venire. In questa città che allo Stato dà molto, il territorio, il mare e la vita: vittime sacrificate per lo Stato”.

Tra la folla, si nota un giovane vestito di bianco e a piedi scalzi, Daniele, che ha perso recentemente il padre per tumore: “È vero, io sono stato toccato personalmente ma non sono qui solo perché ferito di persona ma perché credo in padre Prisutto e nell’opera d’informazione e denuncia che compie ormai da anni. Noi cittadini dobbiamo acquisire consapevolezza dei pericoli che corriamo”.

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Foto: Alessio Saraceno per La Gazzetta Augustana.it

Sfilano in corteo, aderendo alla manifestazione, anche alcuni esponenti politici dell’opposizione e della maggioranza, tra cui il sindaco Cettina Di Pietro, indossando il fazzoletto bianco con il nome della compianta madre, recentemente scomparsa per tumore: “Partecipo da cittadina, prima di tutto, al di là del ruolo istituzionale, sono sempre stata vicina alle battaglie e a tutte le iniziative di padre Palmiro“. In quanto amministratore, però, ha fornito una risposta alle annose perplessità sul monitoraggio delle emissioni industriali nell’aria, che quotidianamente i cittadini respirano, alludendo a un protocollo d’intesa presentato a ottobre: “Questa intesa avrebbe dovuto creare un sistema virtuoso in cui gli organi (istituzioni e stabilimenti del polo petrolchimico, ndr) dovevano cooperare per il monitoraggio, l’informazione e le azioni di salvaguardia e protezione della salute, ma tutto ciò non è mai partito”.

Le denunce che si raccolgono tra i cittadini partecipanti alla marcia silenziosa sono purtroppo note: dal promesso, e ancora solo sulla carta, polo oncologico d’eccellenza, che costringe i malati di tumore del territorio ad emigrare per ricevere cure e assistenza adeguate, ad uno Stato che, oltre a mostrare indifferenza per l’inquinamento che attanaglia il Sin di Augusta-Priolo-Melilli, “beffa” il Comune pretendendo sanzioni per le mancate bonifiche.

Nonostante l’importante adesione, per un pomeriggio di un giovedì feriale, a giudicare dai foulard esibiti (bianchi, con nome e cognome del caro estinto per la malattia, e gialli, con il solo nome proprio della persona cara attualmente malata di tumore), mentre larga parte dei partecipanti sono stati toccati dal lutto in famiglia, in pochi si sono uniti per pura solidarietà di comunità cittadina. “Purtroppo, in questo paese, molti sono affetti da menefreghismo e non solo per le questioni sociali, ma anche per eventi come questo cui dovremmo essere tutti sensibili, ma purtroppo non è così”, fa notare una delle persone che seguono il corteo.

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Foto: Alessio Saraceno per La Gazzetta Augustana.it

Giunti in piazza Duomo, don Prisutto invita i partecipanti a stendere i tanti foulard bianchi, recanti i nomi dei propri cari scomparsi, sul pavimento. Sopra, un lumino acceso, a richiesta di una risposta concreta da parte delle istituzioni. L’intensa manifestazione si conclude con la celebrazione della messa, officiata in chiesa Madre dall’arciprete, con i foulard gialli, con su scritti i nomi di chi è in lotta per la vita, ai piedi dell’altare, per una preghiera collettiva, ancora una volta in un 28 del mese.

Marcello Marino


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