Rete ospedaliera e salute ad Augusta, interrogazioni M5s in consiglio comunale e Pd in commissione Senato
AUGUSTA – Si alza il livello di allarme politico sul tema della salute in città, che si intreccia con la cronaca dell’incendio Ecomac e ovviamente il futuro dell’ospedale “Muscatello”, tra i vari nosocomi ‘rimodulati’ nella bozza della nuova rete ospedaliera regionale, recentemente all’esame della conferenza dei sindaci a Siracusa. Movimento 5 stelle e Partito democratico, all’opposizione sia ad Augusta che a Palermo e a Roma, in consessi diversi contestano allo stesso modo le scelte contenute nel documento in discussione a livello regionale, giudicandole penalizzanti per il presidio augustano e per l’intera provincia di Siracusa.
I consiglieri comunali del M5s Roberta Suppo e Uccio Blanco fanno sapere di aver depositato un’interrogazione urgente per fare luce su due aspetti ritenuti sostanzialmente paralleli: le conseguenze dell’incendio avvenuto presso lo stabilimento Ecomac e, appunto, la nuova bozza del Piano regionale.
“L’interrogazione nasce dalla preoccupazione per le elevate concentrazioni di diossina rilevate dopo il rogo, che ha sprigionato nell’ambiente sostanze altamente tossiche” (qui l’articolo sulle concentrazioni di diossine nel territorio dopo l’incendio Ecomac, ndr), spiegano i due esponenti pentastellati, sottolineando “la necessità di garantire la tutela della salute pubblica in un contesto già fragile”. I consiglieri chiedono se, in collaborazione con l’Asp di Siracusa, “siano stati attivati strumenti di prevenzione, screening e monitoraggio per la popolazione residente”.
Nell’interrogazione viene al contempo chiesto conto della mancata attivazione operativa dei posti letto di Ematologia, “annunciati come un risultato politico ma di cui, secondo diverse fonti, non si ha ancora evidenza operativa”. I firmatari intendono chiarire se vi siano ritardi e, in tal caso, “conoscerne cause e tempistiche”. I due consiglieri evidenziano altresì come la nuova bozza possa comportare “un ridimensionamento dei servizi sanitari nella provincia di Siracusa, incluso il presidio di Augusta”. Si chiede pertanto “se il Sindaco abbia partecipato agli incontri istituzionali e quale posizione abbia espresso in rappresentanza della città, o, in alternativa, chi abbia rappresentato il Comune e con quali proposte”.
Infine, si domanda di conoscere con chiarezza “quale sarà il futuro dell’ospedale di Augusta: se vi saranno ulteriori penalizzazioni oppure se esistano concrete prospettive di potenziamento dei servizi, in linea con le promesse più volte formulate nel corso degli anni”.
In sede romana, oggi, a puntare i riflettori sulla situazione è il senatore Antonio Nicita, capogruppo del Partito democratico nella commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’Insularità, che ha depositato un’interrogazione rivolta al presidente della commissione.
Nel documento, Nicita definisce la bozza “incompleta e sbilanciata, ma soprattutto lesiva del diritto alla salute dei cittadini”, contestando il saldo negativo dei posti letto per acuti (-25) rispetto a un incremento minimo di posti per post-acuti (+8) e giudicando l’intera rimodulazione “una scelta che appare tanto più grave se si considera il contesto già critico della sanità nella provincia”.
Per quanto riguarda il presidio ospedaliero di Augusta, il senatore evidenzia che “il Muscatello di Augusta guadagna 10 posti in geriatria, ma ne perde 4 complessivamente tra Otorinolaringoiatria e Oncologia, con un saldo comunque modesto rispetto alle esigenze dell’area industriale e ad alto impatto ambientale in cui è inserito”.
La più ampia rimodulazione della rete ospedaliera provinciale si inquadra, secondo Nicita, in “uno scenario che non tiene conto del complesso dei posti letto non attivati rispetto al precedente Piano” e che rischia di produrre “un depauperamento complessivo dei servizi ospedalieri” senza contropartite operative a breve termine.
Sebbene i vari livelli di governo preposti alla sanità siracusana abbiano sempre confermato l’intenzione di realizzare un Dea di secondo livello a Siracusa, “non risulta ancora formalizzata l’autorizzazione definitiva, né sono state rese pubbliche le tappe reali del cronoprogramma”. Le dichiarazioni raccolte parlano di tempi “non inferiori a 5-6 anni”, un orizzonte che, secondo Nicita, “non giustifica tagli immediati e irreversibili ai presidi esistenti”.
La richiesta finale del senatore del Pd, che ad Augusta può contare sui due consiglieri Giancarlo Triberio e Milena Contento, è chiara: “il ritiro di ogni ipotesi di riduzione di posti letto e di depotenziamento dei reparti strategici nella provincia di Siracusa”, insieme alla pubblicazione del cronoprogramma del nuovo ospedale e a una “revisione complessiva della bozza”, elaborata con “il coinvolgimento effettivo e strutturato dei sindaci, dei deputati regionali del territorio e degli operatori sanitari”.



















