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Rischio idrogeologico ad Augusta, partecipato convegno del Lions

AUGUSTA – Venerdì sera a palazzo Zuppello si è tenuta la conferenza dal titolo “La cultura della prevenzione: tutela del territorio, quanto ci costa un disastro ambientale?”.

A fare gli onori di casa il presidente del Lions locale Giovanni Alga e la presidente della diciassettesima zona Lions Elisa Lombardo, che hanno aperto e chiuso la conferenza tenuta da due esperti, il ricercatore in ingegneria ambientale Angelo Nicotra e il geologo Domenico La Ferla.

Nicotra ha esordito portando all’attenzione i fatti di cronaca che hanno visto il territorio siciliano segnato da frane e alluvioni e sottolineando un dato significativo: “Il totale delle risorse economiche previste per l’attuazione degli interventi censiti dal Pai, ovvero il Piano stralcio per l’assetto idrologico), ammontano a 40 milioni di euro”.

Secondo gli studi del ricercatore, a fronte degli eventi che possono aumentare i rischi di disastro ambientale, come il cambiamento climatico che ha portato in Sicilia un aumento delle intensità delle precipitazioni e la cattiva realizzazione dei canali di smaltimento delle acque, esistono dei piccoli accorgimenti a tutela del territorio.

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L’ente locale può innanzi tutto attuare un sistema per l’aumento delle superfici impermeabili, oppure incrementare gli invasi per le risorse idriche. Il cittadino, invece, può apportare il proprio contributo adottando strumenti a basso impatto, garantendo così un maggiore presidio del territorio. A riguardo, sarebbe importante che tutti conoscano la normative esistenti a tutela del territorio, come le più importanti citate dallo stesso Nicotra, che ha ricordato la legge 183/1989 e il d.lgs. 152/2006.

Il secondo relatore, il geologo La Ferla, ha poi evidenziato le problematiche del territorio augustano, partendo dal sopralluogo recentemente effettuato nelle aree a rischio allagamenti. In particolare, si è soffermato sull’ingresso di Augusta, sulla zona dell’ex campo sportivo “Fontana”, sul sistema stradale intorno alle ex saline, sulle due vie esterne dell’Isola di levante e ponente, aree che sarebbero accomunate da un sistema di canali per lo smaltimento delle acque alquanto anomalo. Nel merito, La Ferla ha rilevato che, oltre ad essere in condizioni di degrado, tali sistemi non consentono di comprendere neanche dove defluiscono le acque.

Si è illustrata l’ipotesi, che ci si augura remota, della sciagurata coincidenza in cui si verifichino un’alluvione e un terremoto contemporaneamente. L’acqua alta insistente all’ingresso di Augusta, non potendo defluire celermente, ostruirebbe l’unica via di fuga, intrappolando i cittadini. Motivo in più per cui le istituzioni dovrebbero agire celermente.

Il presidente del Lions Alga ha infatti colto l’occasione della conferenza per esprimere l’auspicio di un maggiore interesse dell’Amministrazione comunale rispetto al tema del rischio idrogeologico, purtroppo insito nel territorio cittadino.

Cecilia Casole


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