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Se lo sguardo di Fellini avesse incrociato la meta-isola: Augusta 2016

Il titolo potrebbe apparire un po’ azzardato… ma solo agli occhi di chi Augusta non l’ha mai davvero vista. Sono profondamente convinta del suo immenso valore e il mio non è “il giudizio di parte” di chi questa città la chiama casa, ma piuttosto lo sguardo incantato di chi è convinto che non esista scenografia più artistica di una perla in mezzo al mare. Il castello svevo, il ponte sul mare, la porta spagnola, i forti, l’hangar, il faro, lo sbarcatore e la costa tutta: quale regista non ne farebbe teatro di quel sogno chiamato cinema?

L’idea di scrivere una storia ambientata ad Augusta è nata qualche anno fa quando tra un “dipinto” e l’altro offerto dalla natura, ho pensato che in fondo era tutto lì, davanti agli occhi: Augusta è una storia che si scrive da sé. Non c’è bisogno di avere una immaginazione capace di dare vita a un mondo degno de Il signore degli anelli, la natura ha già fatto tutto da sola e forse la mente non può arrivare ad immaginare quello che la natura è riuscita effettivamente a realizzare. Ho sempre sostenuto che Roma, città in cui ormai vivo da dodici anni, sia la città più bella del mondo… ma solo dopo lei: la mia isola felice.

È nata, così, la sceneggiatura di un progetto cinematografico a cui sono molto legata e in cui il protagonista supremo è Augusta. I personaggi si muovono dentro un mondo che li sovrasta, dentro un “gusto estetico” che va oltre la storia, il tempo e lo spazio. Non voglio svelare molto a riguardo perché l’obiettivo è seguire il progetto attraverso tutte le sue fasi rendicontando quanto accade lungo la fase di pre-produzione, produzione, set e post-produzione. Vorrei fosse il piccolo embrione di un progetto comune che appartiene un po’ a tutti quelli che hanno la fortuna di calpestare questa terra sospesa nel mare. Ognuno è il sommo occhio di questa storia: lo sguardo incantato di chi riesce a riconoscere se stesso tra molteplici immagini.

Nulla di tutto ciò che sta prendendo corpo sarebbe possibile senza due persone assolutamente indispensabili nella mia carriera, due professionisti – oltre che amici insostituibili – a cui devo molto e che anche questa volta non mi hanno dato della pazza, ma sono impazziti con me, in quanto visionario è colui che stringe a sé l’infinito perché VEDE… rende reale quello che gli altri relegano esclusivamente al sogno. Loro sono Giulio Poidomani e Isabella Roberto, regista e produttrice del progetto Augusta 2016 di cui prossimamente “svelerò” anche il titolo. Avrò sicuramente modo di parlare di loro lungo il viaggio che condurrà alla realizzazione di questo cortometraggio e di cui loro sono pilastri fondamentali.

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Questo progetto vuole essere una finestra aperta sull’arte (perché il cinema è arte) e sul mondo attraverso le cui strade, battute dalla potenza della creatività, sarà possibile muoversi proprio attraverso l’emozione. Il concetto di emozione, infatti, è centrale quando si parla di arte, poiché si nutrono l’una dell’altra secondo un processo osmotico che conduce alla sospensione della realtà verso una extra-realtà.

L’obiettivo sarà riuscire ad immergere lo spettatore in un bagno di sensazioni – volendo citare lo studioso francese postmoderno Jullier – e, nel momento in cui varcherà la “soglia d’ingresso” della sospensione di realtà, dovrà essere letteralmente inghiottito in un’altra dimensione. Il trapasso della soglia dovrà condurre verso l’heimlich, ossia il familiare, il conosciuto, senza lasciare spazio all’unhemlich, il perturbante, l’inquietante. Il luogo ovattato in cui lo spettatore si troverà sospeso dovrà permettere “il riconoscimento” attraverso il linguaggio universale del cinema che fa leva proprio sull’emozione.

Il Blog su cinema e cortometraggio Augusta 2016 Obraz di Claudia La Ferla per La Gazzetta Augustana.it


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