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Suoni e riti della Settimana Santa fra tradizione e innovazione, tema di una conferenza Fidapa

AUGUSTA – La sezione locale della Fidapa (Federazione italiana delle donne nelle arti, professioni e affari), nell’ambito dell’articolato programma dell’anno sociale 2017-2018, promuove per sabato 24 marzo, con inizio alle ore 18, presso la sala concessa dall’Unuci di via XIV Ottobre, la conferenza dal titolo “Suoni e riti della Settimana Santa ad Augusta – fra passato e presente, fra tradizione e innovazione”.

La relazione sarà tenuta da Giuseppe Carrabino, cultore di tradizioni locali nonché presidente della “Società augustana di storia patria”, profondo conoscitore del ricco patrimonio intangibile della città e del territorio, a cui ha dedicato diverse iniziative anche editoriali nel corso degli anni.

Scopo di questa iniziativa – dichiara la presidente della Fidapa, Pina Romeo Spina è quello di illustrare e far conoscere, soprattutto ai più giovani, il significato e la storia di quello che può essere definito uno dei rari momenti di aggregazione di tutta la comunità attorno a segni e simboli ancora radicati nel tessuto socio-culturale della città“.

La conferenza sarà in effetti un itinerario temporale dei giorni della Settimana Santa scanditi da suoni, riti e tradizioni che ancora oggi sono particolarmente vissuti dalla comunità, anche attraverso rivisitazioni e studi storici che hanno permesso nel tempo l’innovazione. Ed è proprio l’innovazione il fulcro della conferenza che, nel contempo, è il tema che impegna le fidapine in quest’anno sociale anche attraverso il binomio formazione e innovazione, che è alla base di tutta la strategia Fidapa.

Durante la serata, sarà possibile ascoltare dal vivo i suoni del rito della tromba, a cura degli stessi protagonisti della notte del Giovedì Santo: la tromba del maestro Gaetano Garofalo e il tamburo di Emanuele Di Grande.

Con piacere ho accolto l’invito della presidente Pina Romeo – riferisce Giuseppe Carrabino – perché, come ribadito in tante circostanze, la tradizione deve essere alimentata e soprattutto illustrata alle nuove generazioni. Compito degli educatori è spiegare ogni tassello del nostro patrimonio immateriale riempendo sempre di contenuti tutto ciò che è espressione della tradizione. Ben vengano questi momenti, come quelli proposti nelle scuole di ogni ordine e grado, solo così potremo assicurare il futuro alla tradizione, pur con le forme e le diverse sensibilità delle generazioni future“.

(Nella foto di repertorio: la processione del Cristo Morto, il Venerdì Santo)


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