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Augusta, mare “negato” da divieti e privati, Legambiente: espropri per pubblica utilità

AUGUSTA – Il dibattito sul “diritto” di accesso al mare, specie in un territorio che vede circa 30 km di litorale interdetti tra mancata depurazione dei reflui urbani, tratti di costa a rischio frana e zone militari, si ripete ogni estate, “accendendosi” in particolare nelle giornate con ondate di calore eccezionali come queste ultime. È Legambiente Augusta, traendo spunto dalle analisi di “Goletta verde” nel golfo Xifonio, a suggerire alcune ricette alla pubblica amministrazione.

La già problematica condizione in cui si trova il mare di Augusta – afferma Enzo Parisi, storico referente cittadino e dirigente regionale dell’associazione ambientalista – è sempre più messa a rischio dalla continua aggressione al litorale con la cementificazione e la privatizzazione di ampi tratti della costa balneabile, dal permanere di gravi fenomeni di erosione costiera, dai vincoli militari e industriali e dalle barriere architettoniche. Con cancelli, strade private, muri e recinzioni si continua a negare il diritto di accesso al mare a tutti i cittadini“.

Troppi sono quegli elementi che impediscono il diritto alla libera e sicura fruizione della risorsa mare e che, in nome dell’interesse generale, dovrebbero indurre le autorità – suggerisce – ad interventi di tutela anche ricorrendo, come sarebbe il caso, ad espropri per pubblica utilità e alla destinazione all’uso pubblico di qualche strada privata“.

Le leggi e la giurisprudenza degli ultimi anni confermano che il singolo cittadino è diventato titolare di una posizione soggettiva a protezione del suo diritto di godere del mare o della spiaggia, collegandolo in particolare alla intrinseca funzione di uso pubblico del bene comune demanio marittimo, a prescindere dalla proprietà.

Legambiente Augusta riaccende i riflettori anche sul tema del Pudm, il Piano di utilizzo delle aree demaniali marittime adottato in via preliminare dal consiglio comunale lo scorso 30 marzo, che prevede ancora un passaggio in seno alla Regione per la Vas, Valutazione ambientale strategica, prima di tornare in aula consiliare. “Un ulteriore elemento critico è la “vaghezza” del Pudm – conclude Parisi – lo strumento di pianificazione della costa approntato dall’Amministrazione di Augusta, che non indica con precisione quali tratti accessibili del litorale saranno destinati alla libera fruizione e quali invece concedibili ai privati. Siamo quindi tutti chiamati a seguire queste vicende e a partecipare per tutelare la risorsa mare ed il diritto ad usufruirne“.

(Nell’immagine di copertina: i punti di campionamento Asp nel litorale balneabile di Augusta)


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