“Dimmi cosa vuoi”. Tu viaggi nel tempo
Rubrica a cura di Marcella Di Grande*
Eccoci qui, al nostro quarto appuntamento di questa rubrica che porta il titolo del mio libro “Dimmi cosa vuoi” proprio perché vuole essere il continuum di processi di trasformazione inevitabili, propri della natura umana ma ai quali è possibile dare una forma e una direzione ben precise attraverso la conoscenza profonda di alcuni aspetti di noi stessi e la capacità di saperli usare.
Come ti ho anticipato nel precedente appuntamento, oggi, inizierò a raccontarti qualcosa sul tempo, di come quest’ultimo si intesse con la tua mente al punto da consentirti di fare distinzioni tra passato presente e futuro; ti racconterò di come ti muovi o ti blocchi, inconsapevolmente, su impalpabili linee temporali causando stalli nel passato, assenze nel presente e slanci nel futuro. Infine, ti racconterò come usare il futuro per vivere un presente motivante.
Devi sapere che esiste un tempo interiore e uno esteriore. Il tempo che scorre fuori da te è quello dettato dagli orologi e dice quando alzarti, quando pranzare, quando andare a lavoro, quando andare a dormire, etc. ma non ti dice quando è il momento giusto per te. Dentro quell’orologio tutto è uguale per tutti.
Il tempo interiore, invece, quello che ti scorre dentro e che ti consente non solo di muoverti lungo la tua linea temporale ma anche di assecondare i tuoi bisogni, è soggettivo e dovresti osservarlo seguirlo più spesso.
Perché? Perché sapresti come tirarti fuori dai guai quotidiani e spesso immaginari.
I viaggi nel tempo per te sono una consuetudine e, anche questi, determinano il tuo presente, le azioni e le emozioni di cui lo riempi. Come vedi, ancora una volta, sei co-artefice del tuo destino.
Non ci credi? Continua a leggere allora!
Quante volte ti sei trovato, trovata tra le grinfie del passato a provare dolore o piacere come se stessi rivivendo il ricordo nel presente? Quante volte ti sei trovato o trovata nel futuro, a vivere ciò che temi o ciò che desideri? Ecco la prova dei tuoi viaggi temporali!
Questa tua qualità e capacità ha pro e contro che dipendono, ancora una volta, dalla tua attenzione e dal significato che dai agli eventi passati o alle possibilità future.
Spesso, infatti, se sei assorbito da questi, inconsapevoli, viaggi temporali, non vivi nel presente e per questa ragione hai tante difficoltà, tante ansie, paure e nessuna consapevolezza su ciò che accade davvero fuori e dentro di te.
Vivere troppo tempo nel passato doloroso o nel futuro spaventoso annulla la tua capacità di entrare in relazione col presente in modo sano ed equilibrato, di scorgere opportunità, di creare nuove idee, di evolvere e di provare benessere.
Solo nel presente le cose sono così come le vedi e solo nel presente le puoi gestire. Nel passato e nel futuro sono già diventate altro.
Ma… adesso andiamo alla soluzione.
Per vivere bene le tue giornate, ma anche per utilizzare il passato e il futuro come risorse preziose e la tua linea temporale come uno straordinario strumento quale è, devi accorgerti, prima di ogni cosa, di dove si trova più spesso la tua mente e riportarla, poi, nel presente.
Quando lo farai, un’altissima percentuale delle tue ansie e delle tue paure si dissolverà nel nulla perché la maggior parte dei tuoi pensieri smetterà di esistere e certe emozioni non avranno la possibilità di autoalimentarsi.
La prossima volta che ti troverai, durante i tuoi viaggi temporali, tra le grinfie del passato o del futuro, immagina di camminare sulla tua linea del tempo e riportati nel presente. È uno dei modi più ecologici e affini alla natura umana per tornare velocemente in un stato di equilibrio interiore e benessere.
Nell’attesa di farti scoprire come usare il futuro per vivere un presente motivante, ti dò appuntamento a mercoledì 6 agosto e ti lascio un breve estratto del mio libro: “Siamo in grado di saltare da una sottile e impalpabile linea del tempo all’altra perché queste si trovano a distanze millimetriche tra loro. Non sappiamo però se la linea che, inconsapevolmente, stiamo percorrendo sia davvero la nostra fino a quando non iniziamo a chiederci ‘cosa voglio davvero?’“.
*Coach neurolinguistica
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