Porto di Augusta, in arrivo il piano per rimuovere i relitti in rada
AUGUSTA – È in corso da alcuni giorni l’intervento di rimozione dei relitti affondati e semiaffondati nel porto di Catania. Mentre si prepara il piano per porre fine al cosiddetto “cimitero” delle navi nel porto di Augusta (vedi immagine di copertina).
L’Autorità di sistema portuale (Adsp) del mare di Sicilia orientale, presieduta da Francesco Di Sarcina, rende noto stamani che sono già state eliminate 14 delle 48 imbarcazioni abbandonate sui fondali dello scalo etneo, tra cui barche da pesca in vetroresina e legno, motovedette, barche a vela, pescherecci e natanti da diporto.
“Un lavoro preceduto da una serie di indagini preliminari, mediante strumentazione elettroacustica per la mappatura del fondale – puntualizza Di Sarcina – Prosegue così il processo di riqualificazione ambientale e funzionale dello scalo etneo e a breve sarà pronto anche il piano di lavoro riguardante il porto di Augusta, che presenta una decina di relitti”.
Quindi anche per il porto Megarese le procedure sarebbero già avviate. L’Autorità di sistema portuale fa sapere che è previsto un prossimo incontro con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e i progettisti per presentare le relative modalità di rimozione.
Secondo quanto appreso da La Gazzetta Augustana.it, nel piano predisposto dall’Adsp sarebbe inclusa la rimozione di sette relitti stazionanti tra dismessi e abbandonati nella rada di Augusta, nella porzione settentrionale contigua alle saline Migneco-Lavaggi, con la sola eccezione del traghetto veloce “Aeolos Kenteris“, sequestrato nel 2016. Inoltre, sarebbe prevista la rimozione di un relitto affondato nei pressi del pontile Ro-Ro.
Per quanto riguarda le operazioni in corso a Catania, viene impiegata una gru su pontone per i relitti più distanti dalle banchine o in aree dove lo spazio è insufficiente, mentre per quelli più vicini alla rada si utilizzano gru terrestri. Le attività sono supportate da sommozzatori per l’imbracatura dei pezzi, mezzi di appoggio, panne galleggianti per la raccolta di materiali solidi o liquidi e interventi di bonifica dei fondali. L’appalto per il porto di Catania è stato affidato al raggruppamento temporaneo di imprese Comap e Seap.
La vigilanza ambientale è assicurata dal personale Arpa, incaricato di verificare “il pedissequo rispetto del programma per la messa in sicurezza, rimozione, trasporto, demolizione (in sito diverso dall’area portuale), recupero/smaltimento come pure la conformità alle prescrizioni contenute nella documentazione autorizzativa”.
“La rimozione dei relitti non rappresenta solo un passo importante nella riqualificazione dei porti – aggiunge Di Sarcina – ma significa salvaguardare la componente dell’ambiente e gli ecosistemi marini oltreché la sicurezza della navigazione”.


















