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Ambientalisti con don Prisutto sbarrano la strada ai rifiuti dell’Ilva

AUGUSTA – Nella scorsa notte, al porto di Catania sono sbarcati i camion presumibilmente carichi del polverino d’altoforno proveniente dall’Ilva di Taranto, con probabile destinazione la discarica della Cisma Ambiente in territorio di Melilli.

Ad accoglierli, un gruppo di attivisti ambientalisti provenienti da Augusta. Il portavoce della protesta, don Palmiro Prisutto, ha denunciato ai mezzi d’informazione il danno ambientale che tali prodotti di scarto arrecherebbero alla già martoriata zona del cosiddetto “triangolo della morte”, ovvero Augusta, Priolo e Melilli.

Gli attivisti hanno inteso evidenziare come tale decisione sarebbe stata presa dal ministro dell’Ambiente Galletti e dal Governo senza interpellare le amministrazioni locali e soprattutto nell’assoluto silenzio mediatico.

Lo stato è una madre assassina – parla don Prisutto –, noi eravamo in attesa delle bonifiche”. La già gravosa situazione ambientale del territorio così subirebbe un ulteriore attacco che l’arciprete non vuole passi inosservato. “Noi siamo qui per difendere la nostra vita, la nostra dignità e la nostra libertà! Il nostro primo avversario è lo Stato”, continua il prete attivista.

Denuncia pure che sulla popolazione locale verrebbe perpetrata una sorta di terrorismo psicologico, paventando il ricatto occupazionale, anche se i dati dimostrano che negli ultimi anni c’è stato comunque un aumento della disoccupazione e soprattutto una “morìa” di aziende locali che operavano nell’indotto del petrolchimico.

Purtroppo, come spesso accade durante azioni dimostrative del genere, c’è chi viene bloccato nell’esecuzione del proprio lavoro. Anche gli autotrasportatori addetti al trasferimento del polverino, che hanno ascoltato e compreso le ragioni degli attivisti sui potenziali rischi per l’ambiente, non possono far altro che portare a destinazione il loro carico di “rifiuti speciali non pericolosi“.

Don Palmiro, infine, ha fatto notare che dagli autotreni erano ben visibili copiose perdite della sostanza trasportata, il presunto polverino, nell’attesa del responso delle analisi dei campioni prelevati, mettendo in dubbio il rispetto delle norme igienico-sanitarie a tutela dell’ambiente e della salute.

Si è trattato di una manifestazione senza scontri, che ha ottenuto il risultato di accendere i riflettori dei media e delle istituzioni su un potenziale rischio ambientale, denunciato un mese fa e sul quale stentano ad arrivare comunicati dalle istituzioni competenti.

Marcello Marino


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