Augusta, anniversario terremoto 1693, scampanio e messa per commemorare le vittime augustane
AUGUSTA – Sarà ricordato sabato 11 gennaio in città il 332° anniversario del catastrofico sisma dell’11 gennaio 1693 passato alla storia come “terremoto del Val di Noto“, che provocò la morte di oltre sessantamila persone nella Sicilia orientale.
Alle ore 15, le campane delle chiese cittadine suoneranno a distesa per commemorare le oltre duemila vittime augustane.
Dopo alcune iniziative pomeridiane telematiche, alle ore 18,30 si terrà in chiesa Madre la celebrazione eucaristica presieduta da don Alfio Scapellato, amministratore parrocchiale, con la partecipazione di autorità civili e militari. La liturgia sarà animata dalla corale polifonica “Iubilaeum”, diretta dal maestro Luigi Trigilio, della parrocchia di San Francesco di Paola.
“Fare memoria di “quell’immane terremoto”, così come è stato definito dagli storici del tempo, è l’occasione – riferisce l’assessore alla cultura Pino Carrabino – per rammentare la nascita della nuova Augusta, una città risorta per la laboriosità del suo popolo con strade larghe e una nuova fisionomia urbanistica. Nel ricordare il terremoto del 1693 non possiamo fare riferimento all’opera di assistenza fornita dai Cavalieri di Malta che avevano già installato in Augusta la “Ricetta”. Trattasi, come ebbe a dire lo storico prof. Giovanni Satta, del primo intervento di “protezione civile” quale sistema organizzato e di soccorso alla popolazione. Un disastro che nella sola Augusta contò ben duemila vittime su una popolazione di circa seimila abitanti“.
“L’evento vuole costituire l’occasione per tenere alta l’attenzione sulla vulnerabilità del nostro territorio e sulle politiche di protezione civile attuate dall’amministrazione – afferma il sindaco Giuseppe Di Mare – Negli ultimi anni abbiamo acquisito al patrimonio comunale mezzi e strutture che sono stati testati in occasione degli eventi ad “alto rischio” promossi in occasione delle festività patronali, per l’Estate augustana o nel recente Capodanno“.
Tra i mezzi più recenti per la protezione civile, vengono annoverati due fuoristrada Toyota Hilux, uno per l’antincendio e uno per la logistica, un “Posto medico avanzato pneumatico” (Pma), una torre faro, tre pompe idrovore, un pulmino nove posti, una tenda pneumatica, una cucina da campo e una sala operativa.
“Al patrimonio materiale – aggiunge Di Mare – non possiamo non ricordare la costante formazione del personale e la specifica attività del consulente geom. Marco Arezzi, che coordina la complessa macchina del servizio espletato dai volontari: donne e uomini che dedicano il loro tempo per gestire le emergenze“.


















