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Augusta, Autorità portuale, Noè: “Estensione confini al Faro S. Croce può creare nuovi posti di lavoro”

AUGUSTA – Tra i primi incontri istituzionali con le associazioni di categoria, la neo amministrazione Di Mare ha ricevuto ieri l’altro la delegazione di Assoporto Augusta, per un confronto sulle sfide della portualità e le strategie di sviluppo.

Soluzione definitiva dell’annoso problema della depurazione delle acque, ridefinizione concordata degli spazi comunali concessi alla Marina militare, ma anche concretezza di azione da parte dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale, il cui centro decisionale deve rimanere Augusta, porto “core”“, si legge nell’incipit del comunicato stampa di Assoporto. Sono questi i temi affrontati durante l’incontro tra la presidente di Assoporto, Marina Noè, il vicepresidente Bruno Ferreri, il neo sindaco Giuseppe Di Mare e il suo assessore al Porto, Tania Patania (vedi foto di copertina, ndr), quest’ultima proveniente proprio dal mondo degli operatori portuali.

E, se sul fronte occidentale è di oggi la notizia della consegna dei lavori da parte dell’Autorità di sistema portuale alla ditta aggiudicataria per la realizzazione del nuovo terminal container, è sul fronte orientale che la presidente di Assoporto ribadisce alcune considerazioni anche in merito al Documento di pianificazione strategica di sistema (Dpss) approntato dall’Adsp quale atto propedeutico al prossimo Piano regolatore portuale e approvato il 15 luglio scorso, tra le polemiche politiche, dal consiglio comunale. “L’amministrazione comunale ha due partite fondamentali da giocare per il campionato dei cinque anni: la definizione del trattamento delle acque reflue e contestuale bonifica dei siti a mare, e la ridefinizione concordata con la Marina militare degli spazi comunali ad essa concessi, come ad esempio agli spazi prospicienti il golfo Xifonio che vanno da punta Carcarella alla zona di Punta Izzo. Noi operatori portuali – sottolinea Marina Noè non viviamo come scippo la volontà manifestata dall’Autorità di sistema di espandere i propri confini sino al Faro per lo sviluppo del nostro porto nei due diversi settori. Santa Croce, anzi, è a nostro avviso una opportunità per investire le risorse prodotte dal porto anche in quella porzione di territorio, al fine di creare nuovi posti di lavoro”.

Importante è che il sindaco ed il suo assessore al ramo puntino ad uno sviluppo sempre più concreto del porto, insieme all’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale. Occorre però rendere efficiente l’Adsp ed evitare – prosegue Noè – che si trasformi in mera stazione appaltante senza un progetto di sviluppo ed una visione d’insieme, che si dismettano da subito i tentativi di spostare l’asse decisionale ed organizzativo su Catania. Non vorremmo aver vinto la battaglia della sede per poi perdere la guerra sul baricentro delle competenze”.

La sfida della portualità, in tutti i suoi settori, dal container al ro-ro, al co-ro alle rinfuse, ai depositi costieri passa inesorabilmente non solo dalla migliore gestione dei tempi di risposta alle istanze ordinarie, ma anche e soprattutto dall’innovazione che si saprà realizzare, per esempio, nella gestione del Gnl, nell’efficientamento energetico ed ambientale – conclude la presidente di Assoporto – Occorre cambiare approccio culturale e considerare la “risorsa mare” il punto strategico della progettazione comunale”.


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