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Augusta, costruzione deposito Gnl nel porto, ambientalisti presentano esposto in Procura: “Fugare dubbi su pericolosità”

AUGUSTA – Depositato nei giorni scorsi un esposto alla Procura della Repubblica di Siracusa sui potenziali pericoli inerenti alla costruzione di un deposito per lo stoccaggio di Gnl (Gas naturale liquefatto) all’interno della rada di Augusta. Lo rendono noto i presentatori, segnatamente le associazioni ambientaliste “Decontaminazione Sicilia” e “Natura sicula” e i comitati “Stop veleni” e “Bagali-Sabbuci-Baratti”.

L’Autorità di sistema portuale (Adsp) del mare di Sicilia orientale, lo scorso dicembre – ricordano in un comunicato stampa i sottoscrittori dell’esposto – ha avviato una procedura di manifestazione di interesse secondo la normativa vigente, finalizzata alla realizzazione di un deposito di Gnl all’interno della rada megarese presso il pontile di Punta Cugno, alla quale hanno aderito sei aziende. Il progetto, illustrato lo scorso 14 febbraio, presso la sede di Confindustria Siracusa, alla presenza del sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro, e del senatore del M5s, Giuseppe Pisani, non convince molti cittadini che ritengono doverosi ulteriori approfondimenti“. Precisamente, l’Adsp Augusta-Catania aveva messo a disposizione quale ubicazione il pontile consortile ad oggi non utilizzato all’altezza della raffineria di Augusta (vedi immagine in evidenza), pur specificando nella stessa manifestazione di interesse che l’Autorità “resta comunque aperta a valutare ulteriori e possibili collocazioni all’interno della propria circoscrizione territoriale”.

In occasione del convegno sul tema nella sede di Confindustria Siracusa, ai nostri microfoni erano intervenuti il presidente dell’Adsp, Andrea Annunziata, il sindaco Cettina Di Pietro, che si dichiarava “in linea” rispetto alla richiesta espressa da Legambiente Augusta di un dibattito pubblico con le amministrazioni interessate, e invece la voce tendenzialmente contraria dell’arciprete ambientalista, don Palmiro Prisutto.

Successivamente, lo scorso 23 aprile, a seguito di una visita alla Capitaneria di porto di Augusta, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, aveva dichiarato: “Debbo esaminare il dossier. Si terranno degli incontri sull’argomento per valutare il tutto. Tutte le iniziative che portiamo avanti sono fatte nell’interesse della collettività“.

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I rappresentanti delle quattro associazioni, pur riconoscendo nel Gnl ridotte capacità inquinanti – precisano nel comunicato stampa – evidenziano come allocarlo in un’area ad elevata sismicità ed a densa concentrazione di impianti industriali strida con le aspettative degli abitanti di un area Sin. Inoltre rimandano al potenziale rischio “effetto domino” per le torce sempre accese delle vicine industrie del petrolchimico nel malaugurato caso di fuoriuscita del Gnl“.

Nell’esposto si legge, tra l’altro: “L’area di attenzione (genericamente indicata come Porto di Augusta) insiste su tessuti urbani densamente popolati, ad elevata concentrazione di stabilimenti industriali ed “Elevato rischio di crisi ambientale”, con impianti vetusti in esercizio da oltre mezzo secolo soggetti a frequenti incidenti“. “Per quanto riguarda gli eventi principali di incendio ed esplosione esaminati (Pool Fire, Uvce, Bleve – Fireball), questi possono determinare effetti assai gravi soprattutto sulle aree urbanizzate circostanti gli insediamenti industriali ed in particolare appaiono interessate in modo rilevante le principali infrastrutture di comunicazione“. “Infine, prima ancora di sperimentare l’insediamento di nuovi insediamenti industriali occorre mettere in sicurezza gli impianti esistenti e portare a compimento le bonifiche come per legge“.

Come ricordano i sottoscrittori dell’esposto, l’ultima notizia risale allo scorso 9 maggio, quando si è affrontata la questione dell’eventuale insediamento di stoccaggio Gnl ad Augusta in una riunione della seconda commissione consiliare permanente “Servizi demografici e Sviluppo economico”. “A tal riguardo i rappresentanti delle quattro associazioni auspicano che, quanto prima, esperti disinteressati ed indipendenti – concludono nel comunicato stampa – siano convocati per disquisire sul tema fugando ogni dubbio sulla reale pericolosità del deposito, a salvaguardia dell’interesse della collettività“.


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