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Augusta, demolito dopo 44 anni fabbricato abusivo a Terravecchia. I residenti: “Valutare un’area verde pubblica”

AUGUSTA – Si avvia alla conclusione una vicenda urbanistica che affonda le proprie radici negli anni Settanta e che per oltre quattro decenni ha rappresentato una delle incompiute più evidenti del quartiere Terravecchia. Sono infatti in corso le operazioni di demolizione del fabbricato abusivo fatiscente situato tra ronco Anapo e ronco Salso, struttura privata mai completata e rimasta in stato di abbandono nel cuore di un’area densamente abitata (vedi foto di repertorio in copertina).

L’intervento di demolizione è stato avviato in questi ultimi giorni dal proprietario del lotto, a seguito di notifica degli uffici comunali, e riguarda un manufatto la cui illegittimità era stata accertata in via definitiva dalla Corte d’appello di Catania con sentenza del 22 aprile 1982. Secondo quanto riportato negli atti, la costruzione violò le norme urbanistiche allora vigenti in materia di distanze tra edifici: in particolare, l’articolo 28 delle Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale prescriveva una distanza minima inderogabile di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, mentre gli accertamenti tecnici richiamati nella sentenza avevano rilevato una distanza di circa 3,04 metri dall’edificio confinante.

Negli atti propedeutici alla demolizione predisposti dagli uffici comunali circa un anno fa e sottoposti alla giunta, il fabbricato veniva descritto come “vetusto e pericolante“, da tempo in stato di abbandono e ritenuto potenziale fonte di rischio per la pubblica incolumità oltre che elemento di degrado urbano.

Si definiva la rimozione dell’edificio “un’azione doverosa e di alto valore simbolico“, oltre che “un segnale tangibile dell’impegno di questa Amministrazione per il ripristino della legalità violata e per la salvaguardia della sicurezza urbana“. Secondo gli uffici comunali, infatti, eliminare “un edificio irregolare e degradato, rimasto incongruamente in loco per decenni“, avrebbe pertanto significato rimuovere una fonte di pericolo e restituire decoro al contesto urbano.

Parallelamente all’avvio della demolizione, si è aperto anche il dibattito sul futuro dell’area. Ieri l’altro, il 19 giugno, è stata infatti protocollata al Comune di Augusta una richiesta sottoscritta da una residente del quartiere, che si è fatta portavoce di un’istanza collettiva rivolta al sindaco Giuseppe Di Mare e al Sesto settore “Servizi di pianificazione e sviluppo”.

Nel documento i residenti evidenziano come la rimozione del manufatto rappresenti “un’occasione importante per restituire decoro, sicurezza e qualità urbana a una porzione della città che, allo stato, risulta carente di spazi pubblici di prossimità e di servizi destinati alla collettività“.

L’istanza, pur riconoscendo espressamente la natura privata dell’area e la necessità di operare nel rispetto dei diritti della proprietà, chiede all’amministrazione di “valutare ogni percorso legittimo e sostenibile volto a evitare, per quanto consentito dalla normativa vigente e dagli assetti proprietari, la realizzazione di nuove costruzioni“, orientando invece eventuali future scelte verso interventi di interesse pubblico e di riqualificazione urbana.

La proposta avanzata dai residenti immagina, ove giuridicamente, urbanisticamente e finanziariamente possibile, la trasformazione del sito in un piccolo spazio pubblico di quartiere destinato a verde attrezzato, con alberature, illuminazione, percorsi pedonali, aree di sosta, spazi ludici per bambini e luoghi di aggregazione per famiglie e anziani. Inoltre, viene sostenuto che una riqualificazione dell’area potrebbe contribuire a migliorare la vivibilità del quartiere, la sicurezza percepita e la fruizione degli spazi urbani, oltre a favorire una migliore accessibilità della zona.

Tra le ipotesi contenute nel documento figura anche la dedicazione dell’eventuale futura area verde a due cittadini augustani scomparsi che hanno lasciato una significativa testimonianza di impegno civico e pubblico. Si propone infatti di intitolare l’auspicato spazio pubblico a Giuseppe “Pippo” Russo, nato nel 1939 e scomparso nel 2000, già amministratore e figura impegnata nella vita politica cittadina, e a Domenico “Mimmo” Fruciano, nato nel 1946 e deceduto nel 2019, noto per il proprio impegno a favore della salute pubblica quale referente del Tribunale per i diritti del malato presso l’ospedale “Muscatello” di Augusta.

Secondo i promotori dell’iniziativa, una simile dedicazione costituirebbe “un gesto di riconoscenza e memoria collettiva” nei confronti di due persone che “hanno saputo interpretare con generosità, vicinanza e spirito di servizio il loro rapporto con la comunità augustana“.

La proposta passerà al vaglio della nuova amministrazione comunale, che deve ancora insediarsi. Qualunque futura decisione sull’assetto dell’area dovrà comunque confrontarsi con la disciplina urbanistica vigente, con la natura privata del lotto e con le eventuali valutazioni tecniche, patrimoniali e finanziarie di competenza degli uffici. Intanto, con la demolizione dell’edificio incompiuto, si avvia a chiusura una vicenda iniziata oltre quarant’anni fa e destinata a modificare in modo significativo uno scorcio del quartiere Terravecchia.


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