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Augusta, Museo della Piazzaforte, sabati di “testimonianza” a misura di Dpcm. Boom di visitatori il 10 marzo

AUGUSTA – In “zona gialla”, primi due sabati di marzo con sobrie cerimonie per la sola stampa, una apertura straordinaria al pubblico con boom di visitatori, a distanza di quasi un anno dall’ultima, mercoledì 10 marzo in occasione della “Giornata dei beni culturali siciliani” dedicata al compianto Sebastiano Tusa. In “zona arancione”, sono in programma ancora due sabati con presentazioni riservate alla stampa di altre importanti donazioni. Il Museo della Piazzaforte, unico museo cittadino, le tenta tutte per tornare a “contatto” con la cittadinanza, nonostante la scure delle misure governative di contenimento sanitario.

Al riguardo, è efficace da ieri e fino al 6 aprile anche in Sicilia (passata da “zona gialla” a “zona arancione” per decreto-legge del 13 marzo) l’articolo 36 del Dpcm Draghi del 2 marzo, che dispone la sospensione delle mostre e dei servizi di apertura al pubblico dei musei, come di tutti i “luoghi della cultura”, ad eccezione delle biblioteche.

È stata proprio la prima e al momento unica apertura al pubblico, in giorno feriale, consentito in “zona gialla“, a confermare la voglia di cultura, il desiderio di riappropriarsi della propria storia, da parte della cittadinanza. Senza che sia stata battuta la grancassa e con pochi giorni di preavviso, sono stati registrati nelle cinque ore tra mattina e pomeriggio oltre cento visitatori tra cui anche diversi studenti (vedi foto all’interno, ndr). La modalità di fruizione è stata contingentata, per garantire l’opportuno distanziamento interpersonale, anche grazie a volontari del gruppo comunale di protezione civile.

Poi lo scorso sabato mattina, il secondo appuntamento previsto all’interno del programma “Marzo al Museo della Piazzaforte“, promosso dall’assessorato alla Cultura guidato da Giuseppe Carrabino e dal Museo diretto da Antonello Forestiere, finalizzato a far scoprire le nuove acquisizioni alla collezione museale tutti i sabati del mese di marzo. Nell’androne del palazzo di città, lato piazza Duomo, dietro un apposito cordone, si è tenuta senza pubblico la cerimonia di donazione di un reperto bellico consegnato al Museo da Franca e Felice Morana, nipoti del caduto di guerra Salvatore. Si tratta di una scheggia di granata di circa 2 chili e mezzo che colpì mortalmente il ventisettenne tenente Salvatore Morana il 13 luglio del ’43 e che venne estratta dal cranio del soldato dal fratello Giovanni.

Un cimelio di natura bellica ma allo stesso tempo vuole essere anche da monito, e ricordarci che le guerre sono solo cause di distruzione”, ha evidenziato Salvatore Romano, presidente della Società augustana di storia patria, ricordando che la storia di Salvatore Morana è stata raccontata nel sesto numero del Bollettino del sodalizio. “Una testimonianza cara alla storia della famiglia”, ha sottolineato l’assessore Carrabino, che ha evidenziato l’importanza di questi eventi “perché servono anche per attenzionare una realtà, un luogo di memorie, nella nostra città”. “Una tragedia del genere non appartiene solo alla famiglia che l’ha vissuta ma alla società, nel senso che le vittime di guerra sono tutte figli nostri”, ha detto Franca Morana, precisando: “Non sono stata testimone oculare del fatto, ma questo dolore lo conservo dentro perché mi è stato raccontato e testimoniato da mio padre e da mia nonna. Abbiamo voluto regalare un pezzo di storia che sia da monito per tutti”. Il direttore del Museo, Antonello Forestiere si è complimentato per il gesto della famiglia Morana e in generale con coloro che mettono a disposizione, privandosene, elementi attraverso i quali si può contribuire alla conoscenza della storia militare del territorio. Rappresentano, insomma, “strumenti di cultura dei fatti che caratterizzano la vita di una comunità”.

Prossimo appuntamento sabato 20 marzo, sempre a portone aperto ma ad accesso interdetto da un cordone, con la presentazione dei cimeli in memoria di Cesare Artoni, augustano medaglia d’argento al valore militare.


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