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Augusta, sciopero e sit in per lavoratrici asilo nido della Marina militare

AUGUSTA – Da questa mattina sono in astensione dal lavoro le insegnanti, le educatrici e il personale tecnico ausiliario che, da dieci anni circa, prestano servizio nell’asilo nido della base augustana della Marina militare, ubicato all’interno del comprensorio dell’ex campo Palma. Fino al settembre scorso il personale in servizio era alle dipendenze di una ditta che a suo tempo aveva vinto l’appalto-concorso bandito dalla Marina, scaduto il quale, la stessa Forza armata ha dovuto bandirne un altro.

La nuova gara è stata aggiudicata all’unica ditta che si è presentata, la cooperativa sociale “Giocando insieme” della provincia di Potenza. Ditta che aveva assicurato alla Marina militare e al personale che avrebbe rispettato le stesse condizioni previste dal contratto precedente, e nell’accordo sindacale che avrebbe consentito al personale condizioni lavorative serene. Tant’è vero che negli anni passati non è stata mai registrata alcuna forma di contestazione o di protesta.

La contestazione è avvenuta ora perché la nuova ditta, stando a quanto affermano lavoratrici e rappresentanti sindacali, non avrebbe rispettato la parola data relativamente al mantenimento dell’accordo contrattuale. “Anzi, ci siamo resi conto che ci vogliono imporre un contratto peggiorativo“, ci ha riferito Sonia Sessa che si occupa della cucina per l’asilo. Quindi lo sciopero odierno, che, affermano le lavoratrici, procederà “a oltranza se le nostre richieste, sostenute dalle madri dei bambini, non verranno accolte”.

Una posizione rafforzata dal segretario provinciale del terziario Ugl, Salvatore Corso, il quale ha voluto ribadire il motivo dello sciopero: “La ditta non vuole rispettare gli accordi sottoscritti col sindacato e ad oggi deve ancora pagare ai dipendenti i mesi di settembre e ottobre. Le stesse buste paga sono errate perché non conformi al contratto collettivo nazionale. Abbiamo chiesto alla Marina di intervenire. Saremo in sciopero al oltranza fin quando non si sistema la situazione” .

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Nel frattempo anche le mamme si ribellano e si dicono scoraggiate dal timore che si possa fermare l’attività dell’asilo, che per loro e i bimbi è una “seconda casa“, come hanno sottolineato. Lavoratrici e sindacato restano quindi in attesa di un intervento della Marina militare per la risoluzione della vicenda.


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