Augusta, un romanzo per riscoprire l’amore osteggiato di Carlotta Reitano
AUGUSTA – “Carlotta, una ragazza d’altri tempi” è il titolo del romanzo breve presentato lo scorso mercoledì in una gremita sala dell’associazione filantropica “Umberto I”, scritto dall’augustana Carmela Mendola, già autrice di altre nove pubblicazioni che riguardano sue ricerche etnoantropologiche.
L’evento fa parte del cartellone del “Festival della storia patria augustana e non solo”, promosso dalla Società augustana di storia patria presieduta da Salvatore Romano.
Dopo il saluto del presidente del sodalizio ospitante, Mimmo Di Franco, è intervenuto Romano evidenziando la scorrevolezza del testo e il garbo con cui è stata scritta la storia di Carlotta Reitano, a suo parere un’anticipatrice del femminismo nell’ottocento augustano, una ragazza tra l’incudine (la società del tempo) e il martello (il suo amore per il ragazzo di cui si era infatuata), ma anche l’esempio di una tempesta sentimentale e del desiderio di libertà.
Successivamente hanno preso la parola il sindaco Giuseppe Di Mare e l’assessore alla cultura Pino Carrabino, in rappresentanza dell’ente locale che ha concesso il patrocinio gratuito al festival in programma dal 26 ottobre al 31 gennaio.
Il primo cittadino si è detto soddisfatto di tali momenti di aggregazione della cittadinanza, mentre l’assessore Carrabino ha evidenziato il clamore suscitato dalla morte di Carlotta nel 1897, ricordando che in quell’occasione il direttore della banda musicale Francesco Farina compose la sua prima marcia, “Pace”, che ancora oggi è suonata dalla banda cittadina nei pressi del palazzo dove abitava Carlotta, nel giorno del Venerdì santo di ogni anno.

La docente e giornalista Michela Italia, che ha presentato il libro e dialogato con l’autrice, ha voluto rimarcare che la pubblicazione non è un dossier. Ha trattato diversi aspetti: innanzitutto si è soffermata, insieme a Mendola, sulla mancanza di documenti scritti e sulle poche testimonianze orali; quindi ha sottolineato lo scopo del libro, che è quello di far conoscere la figura di Carlotta, ponendo l’accento sul percorso umano di una ragazza vissuta in un’altra epoca, sopraffatta dalla situazione e che disse di no alle imposizioni del padre. Si è accennato anche al ruolo subalterno della madre, che non avrebbe mai sostenuto la figlia, né tantomeno si sarebbe schierata al suo fianco. “È una sorta di thriller dei sentimenti – l’ha definito Michela Italia – che permette di conoscere una ragazza e le sue emozioni”.
I vari finali anaforici del libro sono stati interpretati da giovani allieve del corso di recitazione tenuto dalla stessa Italia all’istituto comprensivo “Costa” (diretto da Valentina Lombardo), e segnatamente da Marta Amato, Fabiana Blandino, Carla Celano, Carola Lentini e Sara Maniscalco.
“Carlotta è viva nel libro – ha concluso Carmela Mendola – ma soprattutto nel cuore di tutti gli abitanti di Augusta, che da sempre ne parlano, affascinati dalla sua storia d’amore”.
(Nella foto di copertina: la cappella monumentale al cimitero di Augusta)





















