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Augusta, verso le amministrative, Carrubba alla ricerca della terza volta. “Trovo una città peggiore di quella che ho lasciato”

AUGUSTA – “Oggi trovo una città ancora peggiore di quella che ho lasciato“. Questa la “frase forte“, come da egli stesso riconosciuto, con cui l’ex sindaco Massimo Carrubba ha voluto respingere le eventuali accuse politiche sul confronto tra i “suoi” quasi dieci anni di amministrazione (2003-2012) e l’ultimo quinquennio pentastellato post-scioglimento.

Stamani, nel suo nuovo comitato elettorale di piazza D’Astorga, ha voluto sancire il cambio di passo, da ex imputato del processo “Mafia e politica”, da cui è uscito anche formalmente con la definitività dell’assoluzione pochi giorni fa, ad aspirante sindaco, per la terza volta.

Carrubba tenterà l’impresa politico-elettorale con una coalizione di tre liste civiche, a suo dire “forte e molto ampia, che guarda al civismo impreziosita dalla presenza dei moderati di centro e da esperienze che hanno guardato e che si sono formate nella destra cittadina moderata“. Con quest’ultima definizione, è parso riferirsi a un candidato consigliere, l’uscente Angelo Pasqua, ex An, che guiderà come nel 2015 la lista civica “Attivamente” insieme all’altro consigliere eletto allora, Biagio Tribulato. Ma, oltre alla più volte annunciata “sua” lista civica, di cui sarà capolista, chiamata “Augusta coraggiosa“, l’ancoramento all’area di centrosinistra sarà assicurato dalla lista “Democratici e progressisti“, che annovera tra gli altri la ricandidatura del consigliere uscente di Articolo uno, Giancarlo Triberio. Tutte e tre le liste recano la dicitura “per Carrubba sindaco”.

L’ex sindaco aveva già dichiarato, in precedenti conferenze stampa, le proprie perplessità sul Partito democratico locale, pertanto, in merito al recente congresso cittadino, stamani ha precisato: “Ho seguito le fasi congressuali. Io del Pd non faccio parte sin dal 2012, non ho fatto alcuna tessera (…) Ad Augusta, io e una buona parte di quel gruppo dirigente che tendenzialmente viene definito progressista, democratico, che si è riconosciuto nel Partito democratico, sta con me. Ci sono altri pezzi del partito, alcuni dei quali sono stati otto anni miei assessori, che devono spiegare come mai non stanno qui e invece stanno con pezzi della Lega, con pezzi del Sistema Siracusa, con pezzi con cui storicamente non hanno niente da dividere”.

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Tra i principali motivi della ricandidatura, dopo le dimissioni anticipate nel 2012 per l’ambizione di partecipare ad altre competizioni elettorali, e le successive vicissitudini giudiziarie, Massimo Carrubba ne ha evidenziati alcuni in particolare. “Spero non venga letta come una rivincita personale“, ha premesso. “Sono stato riabilitato sul piano personale, penale, morale, umano, ecc… Voglio la riabilitazione politica. Se i cittadini mi daranno il loro consenso, allora vuol dire che sono stato assolto in pieno anche sul piano politico – ha asserito – Non ho mai perso una campagna elettorale, posso perderla, ma sicuramente me la voglio giocare”.

Altra motivazione deriverebbe da certe candidature già in campo. Il ritorno di Carrubba infatti non è soltanto, come appare facile ricostruire, di “contrasto” rispetto ai 5 Stelle uscenti, a suo dire “inadeguati sotto il profilo istituzionale, amministrativo e politico“. “Alcuni sistemi si stanno rigenerando e si stanno coagulando dietro candidature – ha ribadito stamani – È chiaro che se quel sistema si mette in moto, il rischio è di prendere le lancette dell’orologio e portarle negli anni ‘80, ‘90, quando le giunte comunali non si facevano a palazzo di città ma si facevano nelle ville dei notabili di questa città: ecco questo è l’elemento scatenante che mi ha convinto a candidarmi, voglio porre argine a quel sistema“. E della coalizione presumibilmente dell’altro ex sindaco in campo, Pippo Gulino, che non ha menzionato ma ha definito “vintage, un’operazione nostalgia“, ha detto: “Se io sono il passato, loro sono il trapassato remoto“.

Carrubba è poi tornato sulla questione della proroga del mandato dei sindaci, contestuale al rinvio delle elezioni per l’emergenza Covid dal 15 giugno al 4 ottobre. E ha fatto sostanziale retromarcia rispetto a quanto scritto pubblicamente sul proprio canale social, due mesi fa. “Una fetta consistente di deputati regionali spinge infatti per il commissariamento degli enti locali in scadenza. Sulla “querelle”, prima che l’Ars si pronunci, desidero esprimere la mia opinione, a futura memoria. A mio giudizio “Sì” convinto alla proroga“, scriveva a fine aprile. “Un eventuale “colpo di mano” da parte dell’Ars con il conseguente esautoramento della Sindaca, io lo interpreterei come un atto di violenza o un sopruso nei confronti della città“, aggiungeva.

Quest’oggi ha sostenuto invece che “si sta prefigurando in questa città, e mi assumo la responsabilità di quello che dico, il più grande voto di scambio mai registrato ad Augusta e forse anche oltre confine“. “È mai possibile, sembra normale alla Prefettura, all’Autorità giudiziaria, che un’amministrazione, un sindaco in proroga, perché il suo mandato è già scaduto, perché c’è l’emergenza virus (…) È mai possibile – ha detto Carrubba, infervorandosi – che il sindaco e l’amministrazione decidano di indebitare questa città fino al 2043 ricavando un milione e mezzo di euro, e di distribuirli in campagna elettorale? (…) Io dico che non lo deve fare l’amministrazione. Io chiedo che si faccia un tavolo neutrale, super partes, che lo gestiscano tecnici della Prefettura“.

Sollecitato dalle domande della stampa su possibili avversari o alleanze in caso di ballottaggio, ha espresso una previsione anche sulla non ancora riunita coalizione di centro-destra o, più propriamente, destra-centro riferendosi a Lega e Fratelli d’Italia, che ancora oggi punterebbero pur senza ufficialità su due candidature diverse, rispettivamente Massimo Casertano e Pietro Forestiere. “Nella mia visione politica, penso vadano insieme e abbiano una coalizione e presentino un candidato forte e autorevole. Con l’andazzo che c’è, è possibile che quello è l’avversario mio sostanzialmente – ha affermato – Ma, nel caso in cui non dovesse arrivare al ballottaggio l’uomo della Lega o di Fratelli d’Italia, è chiaro sia difficile fare un apparentamento politico; cosa diversa è un accordo su un programma“.

Un’ultima stoccata alla maggioranza pentastellata è arrivata dalle risposte ai quesiti dei giornalisti presenti. “Loro amano raffigurare gli altri come aquile rapaci che vogliono mettere le mani sul bottino… Ma vediamo quanti soldi esattamente ci sono in cassa – ha detto Carrubba – Vi dò una chicca: forse forse quel tesoretto di cui tanto si vantano di aver raccolto, forse forse neanche c’è, perché si sono fatti i conti male. Ma su questo punto approfondiremo“.


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