Elezioni amministrative 2020

Augusta, verso le amministrative, il ritorno dell’ex sindaco Pippo Gulino. “Sistema Siracusa? Io la vittima principale”

AUGUSTA – Pippo Gulino si ricandida sindaco, con lo slogan “il Sindaco che conosci”. Sono tre le liste civiche che lo sostengono: “Nuovo patto per Augusta”, che rievoca il soggetto civico con cui vinse negli anni novanta, “Civica per Augusta“, nata dalla collaborazione tra gli esponenti locali di Forza Italia, Udc, movimenti “Noi per Augusta” e “Amo Augusta”, e “Augusta 2020”, con quest’ultima che annovera un gruppo consiliare uscente di ben quattro consiglieri: Marco Niciforo, Enzo Canigiula, Salvo Errante e Gianna D’Onofrio. Gulino l’ha definita “una coalizione di centro“, precisando, alle domande dei giornalisti, che “nessun partito è stato consultato“.

Prima del doppio mandato 2003-2012 di Massimo Carrubba, anch’egli nuovamente in campo, Gulino, medico radiologo, era stato eletto tre volte, nel 1993 dal consiglio comunale (come prevedeva la legge elettorale di allora), poi nel ’94 e nel ’98 con l’elezione diretta, in entrambe le occasioni con liste civiche ascrivibili all’area del centrosinistra.

Lo scorso febbraio, con una nota pervenuta alla stampa, Gulino aveva già fatto sapere dell’intenzione di riprovarci, rompendo un silenzio politico che durava da oltre un decennio, ma solo mercoledì sera, nel suo comitato elettorale sul lungomare Rossini, l’ha comunicata viva voce. Gulino ha esordito ricordando proprio il primo anno in cui venne eletto sindaco. “Nel 1993 venni eletto sindaco dal consiglio comunale di allora, il sistema era diverso e cambiò l’anno successivo. 21 consiglieri comunali ribaltarono un sistema di potere consolidato che si basava fondamentalmente sull’immobilismo“, questo l’incipit dell’amarcord. I primi anni del suo mandato furono segnati dalle condizioni critiche di una città ferita dal terremoto del dicembre ‘90: “Disastri, danni, crolli, furono notevoli e la città si era ridotta a una serie di impalcature provvisionali che davano un aspetto spettrale alla città. Fu un periodo di intenso lavoro, e con ordinanze, quindi con assunzione diretta di responsabilità si provvide a smantellare queste impalcature”.

Nello stesso periodo – ha proseguito – c’era il ponte Federico II bloccato da enormi massi in seguito a dei provvedimenti giudiziari. Anche in quel caso, con un’ordinanza, quindi con assunzione diretta di responsabilità, ordinai a una ditta locale di rimuovere quei massi”. Così il viadotto appena realizzato fu aperto alla viabilità. Gulino ha elencato altre ordinanze a sua firma come quella che “servì per sbloccare l’accesso al porto commerciale” e ha voluto anche sottolineare che in “quegli anni fu avviata la costruzione del depuratore con le risorse di cui disponevano, erano 7/8 miliardi, ora non ricordo. Ne fu costruito metà. I finanziamenti successivi, come spesso accade in Sicilia, mancarono”.

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E poi ci furono gli anni in cui abbiamo sofferto il cosiddetto Sistema – ha detto – un sistema Siracusa che comunque non impedí che alcune cose venissero fatte“. Alla domanda dei giornalisti sul cosiddetto “sistema Siracusa“, rispetto al quale l’altro ex sindaco Carrubba si è più volte definito “argine“, anche Gulino si è iscritto tra le “vittime” giudiziarie: “Il sistema Siracusa? Proprio io che ne sono la vittima principale. La storia parla per me. Io ho subìto da questo sistema Siracusa una serie infinita di processi“.

Si è detto fiero di aver fatto realizzare diverse piazze e “piazzette” nella città. “Io capisco che mi hanno affibbiato il nome di Pippo piazzetta, quasi come fossero piccole cose” ma, ha aggiunto, “ritengo che anche queste abbiano contribuito a rendere questa città allora un po’ più vivibile”.  Sui debiti accumulati dal Comune, ha detto che “dal ‘92 in poi la legge in Italia proibiva qualunque delibera che non avesse la copertura finanziaria. Fino al 1992 il sindaco poteva ordinare di rifare un marciapiede e pagare in seguito, da ciò sono nati moltissimi debiti fuori bilancio”.

In merito ai rapporti politici con il Partito democratico locale, che lo scorso giugno ha eletto il segretario cittadino ma non ha ancora sciolto il nodo della collocazione in questa tornata elettorale amministrativa, ha riferito che non ritiene “abbia una rappresentanza tale da poter essere considerata una forza con cui collaborare“. “Aspettiamo – ha aggiunto Gulino – che questo partito abbia una sua identità, dopodiché, di concerto con le liste che mi sostengono, si potrà fare un discorso. Il Pd potrebbe essere un interlocutore ma aspettiamo i fatti“.

Per flash, i punti principali del programma elettorale-amministrativo di Gulino: “ambiente e depurazione, sanità, cultura e sport, rimpinguare la pianta organica (del Comune, ndr), valorizzare il borgo marinaro di Brucoli”.

Nel quadro complessivo della candidature alla carica di primo cittadino, si delinea così una corsa a cinque, con il sindaco uscente Cettina Di Pietro (M5s), i due ex sindaci Massimo Carrubba e Pippo Gulino (civici), il consigliere comunale di lungo corso Giuseppe Di Mare (civico) e il salviniano Massimo Casertano (centrodestra).


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