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Augusta, Zafarana torna nel suo liceo da comandante generale della Gdf

AUGUSTA – Un ritorno al suo liceo per il comandante generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, piacentino di nascita ma che, nel 1981, conseguì la maturità al Liceo scientifico “Andrea Saluta” di Augusta, poi assorbito nell’attuale Liceo “Megara”. A conclusione dell’incontro, l’autorevole ex studente ha pure ricevuto dal dirigente scolastico Renato Santoro, alla presenza del suo professore di matematica Santo Bellistri e del docente Salvatore Albo, una pergamena a ricordo del percorso didattico concluso nello storico liceo scientifico augustano e un gagliardetto dell’istituto.

Stamani si è inaugurata l’ottava edizione nazionale del progetto “Educazione alla legalità economica”, promosso dalla Guardia di Finanza d’intesa con il ministero dell’Istruzione in collaborazione con tutte le scuole d’Italia, nell’auditorium “Giuseppe Amato” all’interno della cittadella degli studi, un incontro che ha visto partecipi alti ufficiali della Guardia di Finanza e studenti del Liceo “Megara”.

Il vertice nazionale delle Fiamme gialle, generale di corpo d’armata Zafarana, accompagnato dal comandante interregionale dell’Italia sud occidentale, generale Carmine Lopez e dal comandante regionale Sicilia, generale di divisione Riccardo Rapanotti, è stato ricevuto dal colonnello Luca De Simone, comandante provinciale di Siracusa, e da Renato Santoro, dirigente scolastico del “Megara”. Alla presenza del prefetto di Siracusa, Giusi Scaduto, del comandante Marittimo Sicilia, contrammiraglio Andrea Cottini. Dinanzi agli studenti delle classi quarte e quinte.

Il generale Zafarana ha esordito spiegando alla platea di studenti come funziona l’Istituzione che guida dallo scorso maggio. Ne ha definito, quindi, le caratteristiche di corpo militare finalizzato alla prevenzione, ricerca e denuncia delle evasioni e delle violazioni finanziarie, all’osservanza delle disposizioni di interesse politico-economico, alla sorveglianza in mare per fini di polizia finanziaria, alla tutela dell’assetto economico finanziario del bilancio dello Stato e, in parte, dell’intera Comunità europea, per perseguire sperperi di denaro pubblico, favorire lo sviluppo della Nazione ed assicurare tutti quei servizi pubblici fondamentali di una società civile.

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Ha poi sottolineato: “Lo scopo di questa iniziativa è quello di far comprendere, in modo pienamente consapevole, l’importanza, come cittadini, di essere rigorosamente rispettosi nei confronti dei doveri di tutti sul piano economico-finanziario, concorrendo alla spesa che lo Stato sostiene nell’interesse dell’intera Nazione”. “Il mio invito, la mia esortazione, cari ragazzi – ha continuato il generale Zafarana – è che, in questi anni della formazione, ognuno di voi possa cercare di sviluppare questa cultura, questo senso di diritti e doveri per poter crescere ed essere, all’interno della società, elemento che apporti valore aggiunto e rigore morale”.

Gli studenti hanno mostrato particolare interesse verso gli argomenti trattati, accompagnando la lectio magistralis, preceduta dalla proiezione di un videoclip, con domande ed interventi. Domande puntuali, relative ad esempio alle azioni concrete della Guardia di Finanza nello svolgimento della propria attività, al campo di azione in una realtà portuale come quella di Augusta, alle misure di contrasto alla contraffazione in un Paese come l’Italia che fa delle esportazioni un caposaldo della propria economia, e alle iniziative intraprese per un completo controllo del denaro gestito dalle società di giochi elettronici.

A concludere, l’intervento del prefetto di Siracusa, Giusi Scaduto, che ha ringraziato il generale Zafarana per la semplicità e la chiarezza con le quali è riuscito ad esporre una materia alquanto complessa, per gli interventi piuttosto impegnativi ai quali, ogni giorno, le Fiamme gialle sono chiamate ad operare. “Sono fermamente convinta – ha detto il prefetto Scaduto – che tutto ciò che è illegale deve essere disconosciuto, isolato ed emarginato, poiché tutto ciò di cui si appropria la criminalità mafiosa, e non, significa meno opportunità di sviluppo e di poter costruire un futuro migliore per le nuove generazioni. L’etica della responsabilità è la meta finale alla quale deve mirare l’intera comunità”.

Antonella Di Franco


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