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Brucoli-Faro S. Croce, nuotata di 10 km nel mare negato: edizione in chiaroscuro

AUGUSTA – Si è svolta stamani la sesta edizione della “4 bracciate da Brucoli al Faro”, lunga nuotata non agonistica in mare aperto di circa 10 chilometri con finalità di sensibilizzazione ambientale. Come ribadiscono i promotori, “non è una gara ma un allenamento che ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini al problema dell’inquinamento marino e della fruibilità del mare di Augusta“.

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In acqua da punta Tonnara a capo Santa Croce, tra i partecipanti, i triatleti Dario Fazio, Agostino Incari ed Ennio Salerno, insieme a Claudio Castorina, con un trascorso nelle gare in acque libere, e al giovanissimo Giuseppe Battaglia, che ha esordito come nuotatore di fondo in mare aperto, accompagnato dal padre Alessandro in canoa a fare da scorta.

A margine della nuotata, gli organizzatori hanno inteso ribadire le annose “criticità circa la fruibilità del mare, che da Brucoli al Faro appare comunque incantevole“. Come noto, circa trentadue chilometri di litorale di Augusta non sono fruibili per interdizioni alla balneazione dovute alla mancata depurazione delle acque reflue sversate in mare, in particolare nella baia di Brucoli e nel golfo Xifonio, oltre che per la presenza di aree portuali e militari e di tratti di costa di fatto “privatizzati”.

A detta dei promotori dell’iniziativa, restano irrisolte questioni di tutela nella baia di Brucoli: “Anche per il 2025 la zona di protezione speciale identificata in base a direttive europee nel fondale di Brucoli, sito di importanza comunitaria, non è stata salvaguardata, vista l’assenza delle boe di delimitazione previste“. La Posidonia oceanica, risorsa chiave per l’ecosistema marino, “non è protetta come impone l’importanza del sito“, nonostante la sua capacità di generare ossigeno sia superiore a quella della foresta pluviale amazzonica. Chiosano che “basterebbe indire un bando per il posizionamento delle boe a salvaguardia dei bagnanti e del fondale marino, ma anche per segnalare alle imbarcazioni l’area sicura in cui le ancore non distruggano le alghe“. Tale questione, secondo i promotori, non può ricadere unicamente sulla responsabilità dei diportisti.

Critiche anche sul fronte dell’accesso al mare, rilevando che “gli sbocchi a mare sono sempre più appannaggio dei privati“, mentre aree come quella dell’ex Baia del silenzio “rimangono inutilizzate, piene di rifiuti anche speciali, in sostanza una discarica“, senza alcuna prospettiva di riqualificazione privata o pubblica. Mentre il tratto di costa dello Sbarcatore, aggiungono, resta frequentato “nonostante il pericolo e i divieti“.

A preoccupare, inoltre, è “la enorme quantità di plastica in acqua riscontrata ovunque durante la lunga traversata da tutti i nuotatori“, segnale che la battaglia per un mare pulito è ancora lontana dall’essere vinta.

Non mancano però note positive. I nuotatori hanno accolto con favore “la notizia dei risultati fin qui ottenuti dal commissario nazionale Fatuzzo, il cui lavoro ha portato all’approvazione di un progetto esecutivo per la costruzione del depuratore di Augusta” (vedi l’articolo sul provvedimento firmato dal commissario unico per la Depurazione, ndr), con la speranza che “nei prossimi tre mesi si giunga ad appaltare i lavori per la definitiva realizzazione senza intoppi“.


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