Depuratore di Augusta, il Tar rinvia al merito senza sospendere la gara sul ricorso Aretusacque-Acea
AUGUSTA – Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda del depuratore di Augusta. Con ordinanza pubblicata ieri, 5 dicembre, il Tar Sicilia sezione staccata di Catania (sezione quarta) ha disposto che il ricorso presentato da Aretusacque spa (società mista pubblico-privato) e Acea Siracusa srl (socio privato), per ottenere l’ “annullamento previa sospensione dell’efficacia” della gara d’appalto per la realizzazione del nuovo impianto e l’adeguamento della rete fognaria cittadina, sarà discusso nel merito all’udienza pubblica del 26 febbraio 2026.
Il Tribunale amministrativo ha ritenuto che “le esigenze cautelari di parte ricorrente siano suscettibili di adeguata tutela con la sollecita definizione del giudizio nel merito”, pertanto non ha in questa fase accolto la sospensione cautelare richiesta in via incidentale dai ricorrenti e ha scelto di accelerare l’esame della controversia fissando la discussione in tempi ravvicinati.
Il ricorso è stato proposto attraverso i legali incaricati dalla società mista pubblico-privato, affidataria del Servizio idrico integrato (da parte dell’Ati gestore unico) della quasi totalità dei comuni del Siracusano (tra cui Augusta) per i prossimi 30 anni, contro Sogesid spa quale stazione appaltante per conto del Commissario straordinario unico per la depurazione, nonché contro la Presidenza del Consiglio dei ministri e lo stesso Commissario straordinario difesi dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Catania, quindi nei confronti del Comune di Augusta costituitosi in giudizio attraverso il proprio legale.
L’impugnazione riguarda il bando pubblicato in Gazzetta europea il 23 ottobre scorso, con cui Sogesid, in qualità di centrale di committenza ausiliaria per conto della Struttura commissariale, ha indetto la procedura aperta per l’affidamento dell’appalto dei “lavori finalizzati al superamento delle criticità del sistema fognario e depurativo del Comune di Augusta”, comprendente i due stralci relativi agli agglomerati “Augusta-Brucoli” e “Augusta-Agnone”, per un importo complessivo di 50,7 milioni di euro (ulteriori 18,5 milioni quali somme a disposizione della stazione appaltante) e con scadenza di presentazione delle offerte il 21 novembre scorso.
In questo contesto, fonti della Struttura commissariale interpellate da La Gazzetta Augustana.it si limitano a ribadire che il Servizio idrico integrato (a cui competono captazione e adduzione dell’acqua potabile, distribuzione idrica, fognatura e depurazione), affidato dall’Autorità d’ambito a partire dal 2025, riguarderebbe solo il profilo gestionale del servizio. La realizzazione delle opere finalizzate al superamento delle procedure di infrazione resterebbe invece in capo al Commissario straordinario unico, a cui l’intervento su Augusta è stato attribuito da circa dieci anni in forza di specifici atti statali (dal decreto-legge 133/2014 “Sblocca Italia” ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri), con l’avvicendarsi dei diversi commissari di nomina governativa. Secondo tali fonti, il percorso commissariale (comprendente progettazione, acquisizione delle autorizzazioni e affidamento a Sogesid delle procedure di gara), sviluppandosi negli anni precedenti rispetto alla gara per la gestione del Servizio idrico integrato, si configurerebbe su un piano distinto. In base a questa ricostruzione, le due sfere di competenza non risulterebbero sovrapposte: la gestione farebbe capo al Servizio idrico integrato solo a lavori ultimati, mentre la fase realizzativa resterebbe nella responsabilità del Commissario straordinario unico per la depurazione.





















