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In dirittura d’arrivo il progetto Sulidarte “Augusta in un anno: la bella Augusta”

AUGUSTA – Calendario, concorso e mostra inerenti al progetto di “Sulidarte”, l’associazione culturale ufficialmente costituita lo scorso marzo e presieduta da Elena La Ferla, troveranno la luce la prossima settimana, in occasione di un incontro aperto al pubblico presso i locali del Circolo Unione in piazza Duomo, messi a disposizioni dalla presidente Gaetana Bruno. La data designata è sabato 17 dicembre, alle ore 18.

Con “Augusta in un anno“, si propone all’attenzione del pubblico augustano una selezione di immagini per l’inizio di un percorso di ricerca e per una visione anticonvenzionale e contemporanea della città. Durante la serata verranno presentate al pubblico le persone che hanno reso possibile il progetto, saranno proiettati i dodici video realizzati con drone, ci sarà la premiazione dei vincitori del concorso “La bella Augusta”, promosso in collaborazione con “Augusta photo freelance”, l’associazione di fotografi amatori presieduta da Romolo Maddaleni, e infine verrà inaugurata lo stesso sabato alle ore 19 la mostra che resterà aperta fino al 6 gennaio presso i locali dell’associazione filantropica “Umberto I”, grazie alla disponibilità del presidente Mimmo Di Franco, in via Principe Umberto n. 130.

Il mondo della fotografia è sempre alla ricerca di nuovi stilemi e influssi. Questa nostra idea, basata sulla valorizzazione e la conoscenza del nostro territorio, grazie alla personalità dei fotografi professionisti invitati, e seguendo i semplici suggerimenti dati dalle linee guida da noi proposti (riconoscibilità dei luoghi, presenza umana, uso del bianco e nero e formato orizzontale), ha prodotto  la realizzazione di un calendario fotografico (48×48), un libro fotografico (copertina rigida cartonata, 84 pagine) e la stampa fotografica di tutto il lavoro (48 fotografie 30×45) che costituirà la mostra“, spiega nel dettaglio la presidente di “Sulidarte” Elena La Ferla.

Per quanto concerne il libro fotografico, c’è una prefazione scritta da una docente del Politecnico di Milano, la professoressa Maria Vittoria Capitanucci, “la quale ha partecipato con molto piacere a questa pubblicazione, visto il forte legame famigliare che la lega al nostro territorio“.

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Nella parte centrale è stato dedicato ampio spazio ai singoli fotografi, segnatamente Angelo Fruciano, David Lenaz, Gaspare Lodato, Alessandra Lucca, Romolo Maddaleni, Santo Manzella, Enrico Petracca, Enzo Quartarone, in cui ognuno racconta brevemente se stesso e la propria visione del progetto attraverso le foto realizzate.

Quindi è stata prevista una sezione in coda, chiamata contenuti extra che mette in luce i fotografi non professionisti, selezionati attraverso un concorso fotografico che quest’anno ha avuto come tema “La bella Augusta”.

Le persone che hanno contribuito, con il loro lavoro, alla nascita di questa prima edizione di Augusta in un anno sono: Elena la Ferla per il coordinamento generale, Attilio Patania per la progettazione grafica e l’impaginazione, Gaspare Lodato per il coordinamento tecnico, Michelle Amonn per le traduzione dei testi. Il libro è infatti stato pensato in italiano e inglese, ogni pagina in italiano ha accanto la sua corrispettiva in inglese.

Per quanto attiene al calendario fotografico, è stato realizzato in alta qualità, in grande formato e in bianco e nero, e ogni pagina dell’anno è dedicata a un monumento o a un luogo che riflette fortemente l’identità territoriale cittadina. È stata prevista la realizzazione di dodici video multimediali, che offrono con immediatezza informazioni storiche di base per la conoscenza di alcuni beni fotografati, visionabili attraverso un codice Qr.

Le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questa sezione multimediale sono: Elena La Ferla regia, Gianni Alderuccio, Anna Passanisi e Ada Tringali voci narranti, Mariarita Zappalà montaggio video, Carmelo Di Grande operatore drone e Domenico Epaminonda per la ricerca storica dei testi.

Infine la presidente dell’associazione Elena La Ferla approfondisce l’aspetto dei costi di realizzazione e del risvolto commerciale e di autofinanziamento del progetto: “Trovandoci privi di sede e con nessun mezzo tecnico a disposizione (attrezzatura audio, luci, ecc fondamentali per improvvisarsi anche in un luoghi non convenzionali), abbiamo azzardato il passo per cercare di far cassa senza chiedere contributi a nessuno e mettere l’associazione nelle condizioni di poter svolgere le comuni attività di spettacolo e di intrattenimento culturale che in genere ci sono congeniali. Abbiamo pensato semplicemente di progettare un prodotto di qualità e di metterlo in vendita. Abbiamo trovato dei clienti che hanno creduto in questo progetto e che, attraverso il loro acquisto assolutamente a scatola chiusa ma eticamente sensibile, ci hanno permesso di arrivare alla sua realizzazione e a portarlo a compimento“.


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