La maggioranza in aula, l’opposizione in radio e lo scontro a distanza sulle regole della democrazia
AUGUSTA – A quaranta giorni dalla seduta del 31 marzo sulla Tari che ha incrinato gravemente i rapporti tra maggioranza e opposizione, conclusa con l’abbandono notturno dei lavori da parte di quest’ultima, martedì 9 pomeriggio è stata nuovamente l’opposizione a lasciare l’aula. Tranne il neo consigliere Giuseppe Schermi, che ha scelto di restare seduto tra i banchi dell’opposizione, da solo di fronte agli ex compagni di maggioranza, per illustrare le sue interrogazioni.
Gli altri consiglieri di minoranza, segnatamente Salvo Aviello, Enzo Canigiula, Giuseppe Di Mare, Salvo Errante, Franco Lisitano, Marco Niciforo, Irene Sauro, Giancarlo Triberio, Alessandro Tripoli e Biagio Tribulato, a sorpresa in radio, per il programma radiofonico “Mi sono rotto!!” di Radio Musmea in collaborazione con La Gazzetta Augustana.it (qui il video della diretta, ndr), ad esporre le ragioni per cui hanno disertato la seduta consiliare, alla luce della mancata lettura della nota, depositata lo stesso pomeriggio, da parte della presidenza dell’aula.
Tra le contestazioni contenute nella nota, ancora accuse alla presidente Fichera, poiché nella gestione dei lavori dell’assise avrebbe “reiteratamente dato dimostrazione di assoluta mancanza di imparzialità, non offrendo alcuna garanzia di trasparenza e di tutela della dignità nonché del ruolo dei consiglieri comunali“. Poi, due accuse ormai note: la “mancata trasmissione, da parte del Presidente ai consiglieri comunali, della nota della Corte dei conti sulle gravi irregolarità di gestione in materia contabile di questo ente“, “rimasto nel cassetto per circa tre mesi” finché “i consiglieri dell’opposizione, il 7 febbraio scorso, hanno richiesto copia di quel verbale“; sulle convocazioni delle sedute dei Consigli comunali, “quasi sempre prive dell’intesa con i capigruppo, sono appositamente fissate a distanza di troppo tempo l’una dall’altra con l’evidente motivo di evitare il confronto in aula con l’opposizione“.
Infine i consiglieri di minoranza hanno annunciato che diserteranno l’aula fin tanto che il Presidente non disponga un ordine del giorno inserendo gli atti dell’opposizione “non ancora trattati” e certi temi “di rilevanza sociale“: tra gli atti non trattati, la revoca dell’anticipazione di cassa degli 8 milioni di euro, la mozione sfiducia dell’assessore Sirena, l’interrogazione sull’ispezione del commissario regionale Ganci presso il Comune con eventuali responsabilità di danno erariale, richiesta di odg su raccolta differenziata; tra i temi rilevanti, l’aggiornamento sulla vicenda della sede della Adsp, la questione immigrazione e centri di accoglienza, l’approvazione della rete ospedaliera, il confronto circa le ultime vicende in tema ambientale.
Attraverso una nota del giorno successivo, ha rincarato la dose il consigliere del Mdp Giancarlo Triberio, accusando la presidente Fichera e il sindaco Di Pietro di “usare la commemorazione di Peppino Impastato e Aldo Moro in consiglio comunale per spargere fango“, alludendo ad alcune considerazioni espresse in aula dalla prima, ritenute “ennesimo e sconvolgente atto di barbarie che va condannato con forza“. Ha aggiunto: “Augusta ha già pagato un prezzo alto per sospetti che i tribunali stanno dimostrando affrettati, e sta pagando un prezzo altissimo per questa amministrazione di forestieri, maleducata e senza vergogna“. Accuse a cui ha replicato con una nota il M5s locale: “Il suo livello di livore e astio è oramai a livelli di guardia, dimentica che la critica politica non può trascendere nella diffamazione e che la libertà di parola, che usa come una clava, ha dei limiti di decenza ed educazione che, talvolta, gli sfuggono“. Dura replica a cui nella stessa nota fa seguito l’auspicio “che si torni ad un confronto più produttivo e costruttivo e che si smettano le continue provocazioni“.
Un auspicio che era stato anticipato nella serata di mercoledì dalla nota sottoscritta dal gruppo consiliare del M5s. Nota che non risparmiava la polemica sulla diserzione dell’aula da parte dell’opposizione: “È logico pensare che se diversi consiglieri di minoranza ottengono l’inserimento all’ordine del giorno delle proprie interrogazioni, su questioni di interesse pubblico cittadino (quale può essere quella legata alla sede Inps o sullo sversamento di cherosene alla Sasol) devono poi partecipare alla discussione degli argomenti da loro stessi richiesti“.
Aggiungendo, in replica alle accuse di imparzialità mosse alla presidente Fichera relativamente alla conduzione dei lavori consiliari: “Per chi avesse memoria degli ultimi consigli avrebbe notato che spesso, gli unici a parlare, durante lo svolgimento del Consiglio, sono proprio i consiglieri di opposizione. Sempre un occhio attento si renderebbe conto che sono tantissime le volte nelle quali sono state esaminate interrogazioni da parte dei componenti della minoranza e tante mozioni da loro presentate sono state votate dalla maggioranza“. Ancora: “Nella peggiore delle ipotesi, che speriamo sia infondata, dato che si stanno iniziando a vedere i primi risultati tangibili di questa amministrazione, si vuole continuare a esacerbare gli animi, creare scompiglio, solo per dividere l’opinione pubblica, magari per meri scopi politici o elettorali, che nulla hanno a che vedere con l’amministrazione di una Città come Augusta che ha necessità di unione e collaborazione“.
Quindi, in conclusione di nota, un ammorbidimento dei toni con i quali il gruppo pentastellato intenderebbe invitare l’opposizione a tornare in aula già alla prossima seduta: “Abbiamo sempre dichiarato di aver bisogno dell’aiuto di tutti i consiglieri eletti, delle loro proposte e della democratica partecipazione ai lavori consiliari. Vogliamo creare una comunità, un’unione di persone, al di là del colore politico, che diano dignità alla nostra cittadina, abbandonata da tutti negli scorsi anni. Confidiamo che vengano messe da parte sterili polemiche, che si evitino pesanti accuse o ancor più pesanti illazioni, nella speranza che il Consiglio non sia, per alcuni, un banco di prova di prossime sfide elettorali o per misurare il proprio peso politico, ma che ognuno faccia la propria parte, con i fatti, non con le parole“. Infine: “I cittadini fra tre anni tireranno le somme, sia sull’Amministrazione sia su chi è riuscito a fare sana opposizione“.



















