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La protesta dei tecnici all’ufficio Urbanistica: “Solo due addetti per diecimila pratiche”

AUGUSTA – Lunedì pomeriggio di fronte all’ufficio Urbanistica del Comune di Augusta, sito presso l’ex ufficio di dirigenza della scuola “Orso Mario Corbino”, un gruppo di tecnici professionisti e non solo ha inscenato una protesta.

La prima accusa riguarda proprio l’ubicazione dell’ufficio tecnico: “La situazione rispetto a due anni fa non è cambiata e i Commissari straordinari avevano creato non poche difficoltà; l’Ufficio da una sede idonea è stato spostato in questi 40 metri, l’archivio delle diecimila pratiche di sanatorie si trova in un locale attiguo, che è un garage con l’architrave in condizioni di crollo; il personale entra ed esce da questo archivio con il rischio di restarci“. Così illustra uno dei motivi della protesta Ciccio La Ferla, ingegnere e tecnico dello stesso ufficio.

Altra motivo di dissenso è legato al personale, che sarebbe sottodimensionato e con circa la metà dei dipendenti precari, per un ufficio attraverso cui passerebbe il 40 per cento dell’attività edilizia del territorio. Gli orari di ricevimento sarebbero ridotti a 6 ore settimanali, rispetto alle 20 ore settimanali assicurate da altri enti pubblici. Viene denunciata una “paralisi totale“, ed è La Ferla a interrogarsi se non si configurino gli estremi del reato di interruzione di pubblico servizio.

Già durante l’amministrazione dei Commissari straordinari, undici professionisti del ramo avevano presentato un esposto all’Autorità di P.S. per disservizio, senza alcun esito. Adesso si torna a evidenziare che solo due tecnici sono addetti alle circa diecimila pratiche di sanatoria, con la conseguente dilatazione dei tempi per il rilascio di autorizzazioni edilizie, concessioni e altre certificazioni.

Queste le richieste del gruppo promotore della protesta: “Chiediamo che si rispettino le leggi sulla trasparenza amministrativa, si rispetti l’ordine cronologico, ci siano tempi certi e ragionevoli per l’istruttoria delle pratiche, regole certe e che si nomini il responsabile del procedimento”.

Nel documento sottoscritto dai tecnici professionisti si chiedono, infine, interventi istituzionali per porre fine a “una situazione di così grave e drastico impatto socio-economico“, auspicando in particolare l’intervento del Prefetto di Siracusa.

Cecilia Casole


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