MESSAGGIO POLITICO AUTOGESTITO

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Politica

La visita della discordia: scambio di accuse tra opposizione, Di Pietro e Fichera

AUGUSTA – La visita augustana del commissario dello Stato alla Depurazione Vania Contrafatto continua ad essere fonte di scontro locale. All’accusa di aver “certificato la chiusura del Consiglio“, mossa dai sette consiglieri comunali di opposizione, appartenenti al gruppo Misto, nei confronti del sindaco Cettina Di Pietro e della presidente del civico consesso Lucia Fichera, aveva replicato il M5s.

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In data odierna, si registra la controreplica dei sette consiglieri di minoranza, Aviello, Di Mare, Pasqua, Sauro, Settipani, Tribulato e Tripoli, attraverso una nota congiunta.

Criticano quella replica di “qualcuno vicino all’Amministrazione“, “appresa da facebook“, “visto che non abbiamo chiesto nulla a loro“, che definiscono “un’ottima performance nel tentativo di glissare sul vero problema e sul quale è stato di fatto posto l’accento in maniera determinante nel nostro comunicato“.

Controreplicano però all’accusa di aver mentito sul mancato invito all’incontro pubblico tenuto venerdì scorso a Palazzo di Città: “A nessuno di noi è arrivata alcuna mail per invitarci all’incontro; considerato che si tratta di una Pec, invitiamo il “mascherato” che ha pubblicato tale notizia a farci vedere l’avviso di consegna che le Pec generano. La malafede di taluni soggetti non ha mai fine. Noi siamo abituati a controllare ogni giorno le mail e le bugie, così come affermato recentemente dall’ex vicesindaco, sono altri a dirle e a doversi vergognare dal pronunciarle in Consiglio comunale“.

Quindi ribadiscono che sarebbe stato opportuno convocare un Consiglio ad hoc per “sancire gli impegni della Contrafatto con la nostra comunità“, e chiamano nuovamente in causa Sindaco e Presidente dell’Aula: “Il Consiglio Comunale, di fatto unico luogo deputato alla trattazione di argomenti tanto delicati per la nostra cittadina, è stato snobbato dal primo cittadino e, quel che è peggio, è stato snobbato dal suo Presidente che dovrebbe invece garantirne lo svolgimento delle attività“.

Aggiungono: “A questo noi puntiamo ancora il dito, peccato che il Sindaco non abbia voluto vedere oltre… il dito ma come dice il proverbio “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”…“. E concludono: “Tutto questo passa dal grande rispetto che portiamo per le istituzioni, Sindaco e Presidente del Consiglio comunale in testa, che ci dispiace aver visto in questa occasione l’una come presentatrice, l’altra come semplice spettatrice“.

Il sindaco Cettina Di Pietro, nuovamente chiamata in causa, ricorda che la Contrafatto era già stata invitata al Consiglio comunale monotematico dello scorso luglio ed in tale circostanza “intervenne l’on. Marziano, in sua vece“. Inoltre, rivendica di aver fatto tre richieste di incontro per essere aggiornata sull’iter per la depurazione delle acque reflue: una ad aprile, “alla quale si è dato riscontro nel mese di maggio“; una a luglio; l’ultima circa due settimane fa.

Spiega i termini organizzativi dell’incontro oggetto di contestazione: “L’Amministrazione comunale, ricevuta la disponibilità ad un incontro, piuttosto che organizzarlo in maniera riservata, ha voluto organizzare un incontro pubblico per consentire a tutti i cittadini di sentire dalla viva voce del Commissario per la Depurazione ogni notizia utile e certa sull’argomento, tanto sentito dall’intera popolazione. Tutti i consiglieri comunali sono stati invitati a partecipare tramite mail Pec inviata dall’ufficio di gabinetto del Sindaco all’indirizzo fornito dall’amministrazione ed utilizzato per le comunicazioni ufficiali (prima fra tutte quella relativa alle sedute consiliari)“.

Il Sindaco esprime una considerazione sull’esito dell’iniziativa: “Ci riteniamo soddisfatti della sentita partecipazione della cittadinanza all’incontro e ci spiace constatare che ogni iniziativa di questa Amministrazione sia spunto di polemica per l’opposizione. Lo scopo era quello di dare corretta informazione ai cittadini, e questo è stato realizzato“.

Infine una frecciata all’opposizione sul secondo incontro che ha visto la presenza del commissario straordinario Contrafatto: “Se si vuole biasimare la scelta della sede, forse qualche responsabilità va ricercata fra gli stessi banchi dell’opposizione. Garbo istituzionale e rispetto dei ruoli avrebbe voluto, così come è stato, che il Commissario incontrasse innanzi tutto il Primo cittadino. Invece, un consigliere comunale, nella veste di segretario di partito, ha ritenuto di organizzare un evento di partito invitando il Commissario ad Augusta per ospitarla in sedi certamente non istituzionali, quale invece è il salone di rappresentanza “Rocco Chinnici”, ad un evento al quale sarebbe appena stato il caso di invitare le istituzioni, con le stesse formalità la cui assenza, invece, oggi pretestuosamente si addebita a questa Amministrazione“.

Anche la presidente del Consiglio comunale Lucia Fichera decide di rispondere alle accuse ricevute: “Dalle interlocuzioni che il Sindaco aveva avuto con la Contrafatto non erano emerse novità e l’accavallamento di incontri pubblici della scorsa settimana non avrebbe consentito una seduta di Consiglio comunale adeguata“. Ci riferisce che in occasione del Consiglio comunale monotematico dello scorso 15 luglio i capigruppo dell’opposizione avrebbero preferito “non andare avanti perché non c’erano interlocutori” e che quindi non venne neanche votato una mozione o un documento che, a detta della presidente del civico consesso, si sarebbe potuto presentare in quest’ultima occasione.

La presidente Fichera ci dice che comunque c’è ampia disponibilità della presidenza sul tema, “quando ci saranno nuovi elementi e il Consiglio potrà attivare una funzione di controllo, anche se marginale“. Cerca di chiudere la vicenda: “In questo caso sarebbe stata una brutta copia del Consiglio precedente e non sarebbe stato un servizio alla Città. Bastava parlarne insieme e si sarebbero evitate le polemiche“.


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