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Leo club da due province ad Augusta per aprire l’anno sociale

Cerimonia di apertura anno sociale 2015/2016 dei Leo Club IV Area operativa

leo-club-iv-area-apertura-1AUGUSTA – Ieri in un noto resort cittadino si è celebrata la cerimonia di apertura del nuovo anno sociale dei Leo club della IV Area operativa, comprendente i club delle province di Siracusa e Ragusa.

Augusta è stata quindi luogo d’incontro di tutte le realtà territoriali nella Sicilia sud-orientale dei giovani del Lions. In alcuni casi si tratta di giovanissimi, che offrono il personale impegno alla causa sociale che di anno in anno viene individuata e affrontata con risolutezza.

In questa occasione i padroni di casa sono stati Marco Failla, in qualità di delegato della IV Area operativa, e Gaia Petracca, al debutto come presidente del Leo club di Augusta. In una sala convegni gremita, ha aperto l’iniziativa come da prassi il cerimoniere Giorgio Failla, cedendo poi la parola ai presidenti dei club. Si sono quindi succeduti gli interventi di saluto, ognuno portando in dote le proposte avanzate nei rispettivi territori, di Francesca Cataldo (Siracusa), di Gioele Scrofani (Lentini), di Federico Sapienza (Ragusa) e di Giorgio Puccia (Modica II).

A seguire, l’intervento di Gaia Petracca, che ha affermato: “Nonostante la formalità della cerimonia si è respirata aria di famiglia e vorrei che questo accada in ogni occasione; il mio obiettivo è appunto quello di creare dei saldi rapporti di amicizia tra i Leo club della IV Area operativa per una proficua collaborazione“.

Infine, Marco Failla, che ha esordito dicendo: “Non vogliamo perdere tempo, intendiamo solo lavorare tanto, spendendoci per le nostre rispettive comunità“. Dopo aver menzionato i giovani soci che hanno assunto ruoli di responsabilità nelle due province e ringraziato per la vicinanza costante i rappresentanti del Lions, Failla ha ricordato l’importanza delle sinergie, come in occasione del “Progetto Martina“, programma nazionale di informazione dei giovani sulle modalità di lotta ai tumori e sulla opportunità della diagnosi tempestiva.

Cecilia Casole


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