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Lettera di un emigrato negli Stati Uniti alla riscoperta delle origini augustane

AUGUSTA – Le festività natalizie, con le celebrazioni religiose e i riti della tradizione, costituiscono occasione di ritorno in città non solo per i lavoratori e gli studenti “fuorisede” ma anche per i componenti delle famiglie di emigrati augustani all’estero, che mantengono saldo il legame con le origini.

Tra costoro c’è Carmine Di Grande, nato a Vittoria 71 anni fa da padre augustano e madre vittoriese, emigrato da bambino insieme alla famiglia negli Stati Uniti e che attualmente vive tra Florida e Carolina del Nord. Ha avuto modo di riscoprire, oltre alle proprie origini familiari, Augusta attraverso alcune delle iniziative concretizzate in queste giornate di festa, documentandole sul proprio diario social. Su tutte, nei suoi giorni di permanenza in città, le celebrazioni di Santa Barbara organizzate dalla Marina militare in chiesa Madre con l’esibizione del gruppo “Augustafolk” in piazza Duomo (vedi articolo), il “Mercatino di Natale” nel centro storico promosso dal Comitato commercianti Augusta (vedi articolo) e l’inedita ricostruzione dell’antica novena natalizia augustana nella chiesa della Anime Sante su iniziativa della Società augustana di storia patria (vedi articolo).

Sin dal suo arrivo all’aeroporto di Catania per raggiungere Augusta, Carmine Di Grande è stato accompagnato dal cugino Alberto Di Grande, conosciuto foto-amatore augustano, che l’ha condotto in ogni angolo della città per fargli vedere, apprezzare, gustare ogni cosa che gli ricordasse gli anni della gioventù.

È il presidente della Società augustana di storia patria, Giuseppe Carrabino, a rendere nota una lettera di Carmine Di Grande, nominato socio benemerito del sodalizio culturale. Una lettera che Carrabino definisce “bella nella sua genuinità” quale “testimonianza di un innamorato della sua terra che sa gioire delle cose semplici della quotidianità” e che pubblichiamo volentieri qui di seguito.

Finalmente sono atterrato nella mia terra di casa, bella Sicilia. Ho rincontrato mio cugino Franco e la sua famiglia. Abbiamo avuto una rimpatriata di tutta la numerosa famiglia Di Grande. Mio cugino Calogero è venuto ad Augusta a visitarmi. Che bella visita, l’ho visto per l’ultima volta dieci anni fa.

Alberto è andato a prendere il pane caldo, la pasta al forno (lasagna), con salsiccia, bistecca e anche qualche filetto di carne di cavallo (buonissima). I miei cugini di Ragusa, Pippo e Claudia si sono uniti ad Alberto, Pina, Mary ed io a pranzo. Buonissima!!! Ho visitato anche il mio primo “negozio” e ho già assaggiato un po’ di cibo delizioso… ricotta appena fatta (ancora calda quando abbiamo mangiato), poi ancora la mattina abbiamo scelto un pollo vivo che abbiamo mangiato a pranzo. Abbiamo finito il pasto, mangiando arance che sono state appena raccolte. Non c’è niente di meglio di questo! Buonissimi anche l’arancino, autentico cibo siciliano. Meravigliose anche le mezze pennette pasta con verdure e prosciutto fresco per andare insieme a merluzzo (pesce intero baccalà), a casa preparate acciughe e formaggio incastrate con pistacchi, che erano così buoni. Ovviamente gustoso pane fantastico e vino d’Avola. Ho passato la parte migliore del mattino godendo di guardare le vecchie foto di famiglia con mio cugino Alberto e nostra nipote, Valentina.

Il giorno di Santa Barbara siamo andati alla Messa in chiesa Madre. Ho ricevuto la comunione pensando a mio padre che amava questa Santa, era la sua santa preferita. Bellissima la nostra piazza Duomo con lo spettacolo delle canzoni del folklore, con il gruppo folk che si è esibito dopo la Messa. Io e mio cugino Alberto siamo andati al cimitero ad Augusta per trovare i nostri parenti e posto i fiori sulla tomba della nostra nonna, zii e cugini.

Per le strade di Augusta ho visto molti venditori e esibizioni da centinaia di bambini che cantavano canti di Natale in strada e poi con Alberto siamo andati nella chiesa di San Giuseppe, dove ci sono molti presepi da varie città. Uno più bello dell’altro. Sono andato anche nella chiesa della Grazia che mio padre frequentava con i suoi fratelli e sorelle circa novant’anni addietro. Mi sono seduto nei banchi dove mio padre probabilmente si sedeva e ha ricevuto la comunione.

I miei cugini hanno organizzato una grande festa per onorare tutta la famiglia Di Grande. Eravamo oltre sessanta. Che bella famiglia, io amo ognuno e tutti di loro molto. Ricordi che dureranno la mia vita. Non posso dimenticare quando sono andato al mercato per acquistare il pesce fresco (il pesce stocco che non riesco a trovare in Florida). Quel pesce era fresco. Ancora nuotava… poi siamo andati a prendere il pane caldo.

Commovente poi quando il presidente Carrabino mi ha detto di dire io stesso al pubblico quanto sono stato onorato di diventare membro della Società augustana di storia patria. Ho iniziato scusandomi per aver mescolato parole in siciliano, italiano, inglese ma ho detto che volevo far sapere che tutte le mie parole erano del cuore“.


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