Padre e figlio augustani attraversano a nuoto lo Stretto di Messina per la “Traversata della pace”
AUGUSTA – Una sfida sportiva, ma soprattutto un gesto dal forte valore simbolico, condiviso questa volta da padre e figlio. Gli augustani Antonio e Salvatore Roggio hanno attraversato a nuoto lo Stretto di Messina, una distanza di circa 3,5 km dalla spiaggia di Torre Faro nel comune di Messina a quella di Cannitello nel comune di Villa San Giovanni. L’occasione è stata la terza edizione della “Traversata della pace”, manifestazione non competitiva promossa dai distretti Rotary 2110 di Sicilia e Malta e 2102 di Calabria.
Sono stati poco meno di una trentina gli iscritti all’edizione 2026 dell’iniziativa, originariamente prevista per il 26 luglio ma posticipata per le condizioni meteo al 3 agosto, nata per affidare simbolicamente al mare che separa, e al tempo stesso unisce, Sicilia e Calabria un messaggio di pace, dialogo e fratellanza. Un appuntamento ormai giunto al terzo anno, confermato dall’attuale governatrice del distretto Rotary 2110 Lina Ricciardello, e che ebbe origine proprio all’inizio del governatorato dell’augustano Giuseppe Pitari, che volle la prima edizione, disputata il 30 luglio 2024.
Tra coloro che hanno affrontato quest’anno le acque dello Stretto c’era nuovamente Antonio Roggio, 70 anni, architetto, socio dello storico Rotary club Augusta e presidente della sezione cittadina dell’Unuci, l’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia. Ma, a rendere particolare questa terza partecipazione augustana all’evento, è stata la presenza al suo fianco del figlio Salvatore Roggio, 31 anni, ingegnere e con trascorsi giovanili nel nuoto agonistico.

Per Antonio Roggio si è trattato quindi di un ritorno nelle acque dello Stretto dopo l’esperienza della prima edizione del 2024. Allora, all’età di 68 anni e con alle spalle anche esperienze nel nuoto master, aveva completato per la prima volta la traversata di circa tre chilometri e mezzo tra le sponde siciliana e calabrese, facendo registrare un tempo di 51 minuti. Stavolta è perfino riuscito a far meglio, fermando il cronometro a 49 minuti.
Già in quell’occasione aveva spiegato a La Gazzetta Augustana.it come la propria partecipazione andasse ben oltre l’aspetto sportivo. “Era un mio sogno, una di quelle sfide da mettere in atto nella propria vita“, aveva raccontato, definendo l’esperienza “una traversata del cuore, una sfida con sé stessi più che una sfida con gli altri“.
Due anni dopo, quella sfida ha assunto anche una dimensione familiare. Padre e figlio hanno infatti condiviso la traversata, unendo al significato personale dell’impresa quello che anima fin dalla sua nascita la manifestazione rotariana: trasformare simbolicamente lo Stretto, tradizionalmente percepito come elemento di separazione geografica, in un mare capace di unire due sponde.



















