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Per l’augustano Roy Paci, con Ottolini e Quintet, tappa blues a Notomusica Festival

NOTO – Alla 41ª edizione del Notomusica Festival, uno dei più longevi e vitali della penisola, con un programma serrato dal 27 luglio al 20 agosto che abbraccia diversi generi musicali, andrà in scena il celebre cantautore e trombettista di origini augustane Roy Paci, insieme a Mauro Ottolini e al suo Quintetto. L’occasione è quella dell’unica tappa siciliana prevista al momento, venerdì 12 agosto sera presso il Cortile del Collegio dei Gesuiti che ospita il festival della città barocca.

Il concerto è intitolato “Penta Blues – Roy Paci & Mauro Ottolini play W. C. Handy” e nasce infatti da un’idea dei due leader di un viaggio musicale alla ricerca di William Christopher Handy, artista leggendario, noto anche come il padre del blues per la sua prolifica vena compositiva. Un interprete e un autore che diede alla luce centinaia di brani politematici e ricchi di “sfumature blu”, quelle di una musica vocale e strumentale la cui forma originale è caratterizzata tra l’altro dall’uso, nella melodia, delle cosiddette “blue note” (un intervallo di quinta diminuita, considerato “dissonante dall’armonia classica”).

Si è di fronte ad un jazz primigenio dalla vocazione corale e dall’intensità primordiale, che racconta storie di uomini e donne, musica, amore e denaro che manca, giochi d’azzardo, e dipinge un piccolo minuzioso ritratto della New Orleans di inizio Novecento. La purezza lirica del trombone di Ottolini si intreccia qui con la virtuosa emancipazione linguistica di Roy Paci e con la straordinaria intensità vocale di Vanessa Yorke, sostenuti da una sezione ritmica nella quale spicca il talento del giovane Roberto De Nittis al pianoforte e l’originale apporto di Riccardo Di Vinci e Zeno De Rossi al contrabbasso e alla batteria.

Per Roy Paci l’esibizione a Notomusica ha il sapore del ritorno a casa, anche se ad alcune decine di chilometri. Nato ad Augusta nel 1969, appena tredicenne è già prima tromba della banda municipale. Si trasferisce in Sudamerica e torna in Italia dopo aver passato qualche tempo alle Canarie, tutti luoghi che si riflettono nel suo stile musicale. Nella penisola suona in decine di dischi e concerti (fra l’altro con Persiana Jones, Mau Mau, Zu, Banda Ionica) e nel 1999 fonda l’etichetta “Etnagigante”. Pur continuando a collaborare con numerosi artisti italiani (Africa Unite, Parto delle Nuvole Pesanti, Vinicio Capossela, Ivano Fossati, Giorgio Conte), pubblica nel 2001 il primo album da protagonista, Baciamo le mani a nome Roy Paci & Aretuska, il suo ensemble.
Nel 2003 esce Tuttapposto. Nel 2004 dà vita al progetto parallelo “Corleone” (che pubblica l’album Wei-Weu-Wei). Seguono nel 2005 Parola d’onore, terzo album con gli Aretuska; nel 2007 Suonoglobal, che contiene il singolo Toda joia toda beleza (con la partecipazione di Manu Chao); nel 2008 l’antologia (cd + dvd) Bestiario siciliano; due anni dopo Latinista (con Jovanotti, Caparezza e Eugene Hutz dei Gogol Bordello).

Sono le presenze in alcune trasmissioni televisive a renderlo popolare anche al grande pubblico. È stato ospite fisso del programma Markette di Piero Chiambretti, e insieme ai suoi Aretuska ha curato per tre edizioni la sigla finale di Zelig, affidata ai singoli Viva la vida (2005), Toda joia toda beleza (2007) e Defendemos la alegrìa (2008).

Interessante è il sodalizio stretto con il cinema. Roy Paci ha prestato molte delle sue canzoni alla settima arte, come l’incredibile cover di Besame mucho, incisa per Il paradiso all’improvviso di Leonardo Pieraccioni. Due brani del disco Passione di Banda Ionica entrano a far parte delle musiche del film La ragazza sul ponte di Patrice Leconte. Toda joia toda beleza viene scelta come colonna sonora di Natale in crociera con Christian De Sica. Nel 2005, grazie alle musiche composte per La febbre di Alessandro D’Alatri, vince il prestigioso “Nastro d’argento” e riceve una nomination come miglior musicista per il David di Donatello. Nello stesso anno interpreta un cameo in La vera leggenda di Tony Vilar di Beppe Gagliardi, presentato alla Festa Internazionale del Cinema di Roma. Nel 2008 cura la colonna sonora di Se chiudi gli occhi, opera prima della regista siracusana Lisa Romano, e vince il Grand Prix Cinéma Italien al Festival di Annecy.

Artista eclettico e creativo, Roy Paci promette a Noto un tuffo nel blues degli esordi, che rievoca il canto e i suoni che gli ex schiavi innalzavano nelle piantagioni bagnate dal delta del Mississippi.


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