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Porti di Augusta e Catania, l’Anac ‘stoppa’ il project financing per la gestione dei servizi per 25 anni

AUGUSTA – È rimasta ferma al palo da quasi un anno la procedura di affidamento in concessione venticinquennale, con project financing (risorse private e pubbliche), di ben 44 “servizi di interesse generale” nei porti di Augusta e Catania, oltre che della realizzazione della stazione marittima di Catania, a seguito della gara bandita alla fine del 2023 dall’Autorità di sistema portuale (Adsp) del mare di Sicilia orientale. L’ultimo atto è la delibera numero 577 del 10 dicembre 2024 (depositata il 18 dicembre) dell’Anac, cioè l’Autorità nazionale anticorruzione, a conclusione del procedimento di vigilanza avviato il 23 febbraio dello scorso anno.

L’Anac, “alla luce delle conclusioni e raccomandazioni formulate“, invita l’Adsp a comunicare “eventuali determinazioni che intende assumere al riguardo, entro il termine di 30 giorni dalla comunicazione” della delibera, “rimettendo alle discrezionali valutazioni di competenza dell’ente concedente in ordine alle misure più opportune da adottare in proposito, ivi incluso l’annullamento in autotutela della procedura di affidamento“.

Conclusioni che, in una intervista pubblicata ieri sul quotidiano La Sicilia, il presidente dell’Adsp Francesco Di Sarcina minimizza affermando che si tratterebbe di criticità formali, “a mio avviso, nessuna dirimente“, tant’è che “non abbiamo ricevuto nessuna sanzione” e che “nessuna azienda ha impugnato il bando al Tar“. Gli avvocati dell’Adsp hanno tempo fino al 18 gennaio prossimo per trasmettere le proprie ulteriori valutazioni all’Anac, che poi, in caso di disaccordo, potrebbe ancora esercitare il diritto di impugnare il bando dinanzi al Tar.

All’esito dell’attività ispettiva (partita da segnalazioni di presunte anomalie) sulla gara di appalto telematico per “l’erogazione e l’efficientamento dei servizi di interesse generale dei porti di Augusta e di Catania, già proposta di finanza di progetto, per l’acquisizione di offerte migliorative”, l’Anac accerta quattro criticità, ritenendole “particolarmente rilevanti, afferendo ad aspetti – sostanziali e procedurali – cruciali nella gestione degli affidamenti, specialmente con riguardo a procedure estremamente complesse, quali quelle del project financing in esame“.

L’Anac contesta, nel merito, la violazione dell’art. 179 del Codice degli appalti, cioè l’errata determinazione del valore della concessione, “non potendo escludersi che la corretta indicazione del valore dell’affidamento (pari quantomeno a euro 466 milioni 781mila 609 al netto dell’Iva), rispetto al ridotto valore indicato nel bando di gara (euro 176 milioni 406mila 254), avrebbe potuto attrarre un più ampio numero di partecipanti“.

Inoltre contesta la violazione delle disposizioni di riferimento in relazione all’equilibrio e sostenibilità della concessione-contributo pubblico, Pef, matrice dei rischi e convenienza economica del project.

Quale terza criticità, viene contestata la violazione dell’art. 182, comma 4, del Codice e dell’art. 33 dell’Allegato II.12 al Codice, cioè “aver richiesto requisiti di partecipazione non congrui rispetto alla complessità della concessione da aggiudicare, stante la mancata previsione, nei documenti di gara, requisiti speciali non proporzionati rispetto all’oggetto della concessione“.

Ancora, l’Anac contesta violazioni concernenti le norme di settore in relazione alla richiesta di requisiti dei lavori indeterminati, non coerenti e alla loro messa a disposizione mediante avvalimento, su tutte “la descrizione generica di alcune categorie di lavorazioni, la previsione del disciplinare che indicava le categorie ivi riportate come meramente esemplificative, oltre che la non piena rispondenza delle categorie di lavorazioni richieste dal progetto rispetto alle categorie e alle classifiche indicate nel disciplinare“.

A risultare aggiudicatario provvisorio della gara bandita dall’Adsp del mare di Sicilia orientale è stato l’unico partecipante, lo stesso soggetto promotore (proponente) della finanza di progetto. Si tratta del raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) denominato “PPP Sicilia orientale” e costituito dalla capofila palermitana “Operazioni e Servizi Portuali Palermo Srl” presieduta da Giuseppe Todaro, dalle catanesi “La Portuale II Soc. Coop. Arl”, “Green Service Soc. Coop. Sociale”, e da due aziende “Patania Srl” e “Ecolsicilia Srl” riconducibili al vicesindaco di Augusta con delega al Porto, Tania Patania.

Alla luce della proposta di finanza di progetto, i costi per i servizi di interesse generale da erogare nei porti di Augusta e Catania nei 25 anni, pari a 12 milioni 727mila euro annui (318 milioni nel quarto di secolo), sarebbero così ripartiti: 6 milioni 789mila a carico dell’Adsp, investimento Rti proponente pari a 1 milione 913mila, i restanti 4 milioni 24mila a carico dell’utenza dei servizi. È nei costi di realizzazione della stazione marittima di Catania che risiede l’impegno più oneroso per i proponenti: su 14 milioni 815mila euro necessari, 6 milioni 666mila saranno a carico dell’Adsp, mentre l’investimento privato ammonta a 8 milioni 148mila. Nel complesso, a detta del presidente dell’Adsp in occasione di una seduta monotematica del consiglio comunale di Augusta (13 ottobre 2023), i suddetti servizi determinerebbero l’occupazione di 180 persone tra Augusta e Catania, di cui 84 nuovi assunti.

I “servizi di interesse generale” da erogare nei porti di Augusta e Catania, compresi nel bando, riguardano dalla raccolta dei rifiuti a terra alla pulizia degli specchi d’acqua, dalla manutenzione del verde al controllo dei varchi, passando per la gestione dei parcheggi e della logistica interna (elenco completo nel nostro articolo del 26 ottobre 2023).

(Nella foto di copertina: la scultura all’ingresso della sede di Augusta dell’Adsp del mare di Sicilia orientale).


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