Cultura

Quando era il Sud a dominare nel calcio che conta

Il campionato di Serie A negli ultimi anni ha confermato lo strapotere del Nord e in particolare della Juventus. Se negli anni scorsi era il Napoli di De Laurentiis a dar del filo da torcere alla Vecchia Signora, quest’anno qualcosa sembra essersi interrotto nell’ingranaggio partenopeo. Il Napoli di Carlo Ancelotti partiva in prima fila ad inizio campionato, le quote del sito di scommesse.netbet.it e degli altri maggiori bookmakers lo confermavano, mentre ora con una distanza di 15 punti dalla vetta tutto sembra essere definitivamente tramontato.

Un cammino difficile quello del Napoli fino a questo momento, che certifica la supremazia della Juventus, ancora prima, e la rinascita dell’Inter. Insomma, il Nord che vince sul Sud nel calcio. Eppure c’è stato un periodo in cui era il Sud a dominare.

Tra l’inizio degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, la massima serie del nostro calcio poteva contare diverse squadre da Roma in giù: l’Ascoli nelle Marche, il Napoli in Campania e il Cagliari in Sardegna; il Bari, il Lecce e il Foggia in Puglia; il Catania e il Palermo in Sicilia.

Impossibile dimenticarsi dell’Avellino – specie per quello che sta accadendo oggi – che dal 1978 al 1988 ha militato senza interruzioni in Serie A. Diverso è il caso della Reggina, che conta il suo esordio nella massima serie ad inizio anni 2000, e quello del Benevento, più vicino a noi (2017). In altre parole, possiamo definire gli anni Ottanta come l’epoca d’oro del calcio nel Mezzogiorno italiano.

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Il primo scudetto assegnato ad una squadra del Sud fu proprio al Napoli di Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi. Era il 10 maggio 1987, una data che per un tifoso del Napoli rappresenta molto di più di un anniversario. Il primo Scudetto partenopeo, oltre che dare finalmente il giusto premio ad una delle tifoserie più calde, affezionate, passionali e folcloristiche in Italia, ha segnato la prima grande rivalsa del calcio del sud su quello del nord, il primo successo nel mondo del pallone italiano slegato dalla mera ricchezza e dalla potenza economica di un club.

Una vittoria sociale e culturale, prima che solo sportiva. Ma oltre all’immenso Maradona fu tutta la squadra di Ottavio Bianchi, nella quale brillavano giocatori eccezionali come Garella, Bagni, Renica, Carnevale, De Napoli, Giordano, Ferrara e Romano, a mettersi al servizio del “Pibe”. Uniti per stravolgere gli equilibri del calcio italiano e segnarne una pagina indimenticabile nella sua storia. Le due stagioni precedenti il trionfo, furono utilizzate dallo staff azzurro per costruire una squadra vincente, studiata tenendo in considerazione le caratteristiche tecniche di Maradona. Lo stesso calciatore argentino aiutò la dirigenza nell’allestimento di quella rosa. Il Napoli ottenne l’ottavo posto nella stagione 1984-1985 ed il terzo posto nella stagione 1985-1986. Ma ora la squadra si sentiva pronta e aveva fame di vittorie. Nell’estate del 1986, intanto, Maradona aveva trascinato l’Argentina alla vittoria nel Mondiale messicano grazie a una serie di prestazioni straordinarie. Il Napoli lottò contro la Juventus per tutta la durata del campionato, la sconfisse sia a Torino sia a Fuorigrotta. Il 10 maggio del 1987, dunque, al San Paolo, davanti a circa 90.000 tifosi, il Napoli ottenne la matematica certezza del tricolore grazie all’1-1 con la Fiorentina.

I festeggiamenti, che in realtà erano cominciati da alcuni giorni in ogni vicolo della città, proseguirono in campo e fuori e andarono avanti per molti giorni. Maradona stabilì un legame indissolubile con la città di Napoli, che ancora oggi lo venerà come il dio del calcio. Per tutti i napoletani, il Pibe de Oro è considerato ancora oggi come il calciatore più forte di tutti tempi, colui che seppe trascinare una squadra di livello non eccelso alla vittoria di quello scudetto impensabile e straordinario.

I tifosi del Napoli, ma anche quelli delle altre squadre, sperano si possa ripetere prima o poi un miracolo calcistico di queste dimensioni. Il Napoli negli ultimi anni ci è andato molto vicino, specie due anni fa quando gli azzurri, dopo aver vinto a Torino contro la Juventus grazie al gol di Kalidou Koulibaly, sfiorarono l’impresa di vincere il terzo scudetto partenopeo. La squadra del presidente De Laurentiis è, comunque, sempre pronta a lottare per la conquista dello scudetto, anche se quest’anno l’obiettivo sembra essere svanito molto prima a causa di diversi problemi, interni ed esterni, che stanno condizionando l’andamento della stagione degli azzurri.


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