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Sicilia, ddl regionale vs Dpcm? Musumeci: “Nessuno qui vuole riaprire subito”

PALERMO – “Nessuno qui vuole riaprire subito, utilizzeremo la legge regionale, se sarà approvata dall’Assemblea siciliana, solo quando ci saranno le condizioni per poterlo fare: non siamo irresponsabili e non subiamo la pressione della piazza. Se le condizioni della Sicilia saranno diverse tra qualche mese da Lombardia e Veneto, non capisco perché non dovrei aprire in anticipo ristoranti e cinema rispetto alle regioni più in difficoltà“. Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci (nella foto di repertorio in copertina), ai conduttori del programma radiofonico “Un giorno da pecora”, in onda dalle 13,30 su Rai Radio1, in merito al disegno di legge regionale approvato in nottata dalla sua giunta, composto di soli quattro articoli.

Il governatore ha precisato: “Avere una legge che consente di rimodulare apertura e chiusura delle attività non significa applicarla a novembre o a dicembre“. E ancora: “In questo momento non credo ci siano le condizioni per potere riaprire. Ma se a febbraio ci fossero le condizioni, non capisco perché non dovremmo ridurre il calvario delle attività, sentito il Comitato tecnico scientifico. Sappiamo tutti che ci attendono mesi difficili“.”Non ho parlato col ministro Boccia – ha aggiunto – Ha avuto l’imprudenza di dire che il governo impugnerà provvedimenti contrari al Dpcm prima di leggere il nostro disegno di legge: ha fatto processo alle intenzioni“.

Quindi Musumeci conferma che non lancerà una “sfida” al governo nazionale sulla chiusura alle ore 18 delle attività di ristorazione, con le eccezioni note dell’asporto (fino alle ore 23, da ordinanza del presidente della Regione) e del servizio a domicilio (fino alle ore 24, da Dpcm).

Stiamo applicando in Sicilia – aveva già dichiarato stamani il presidente della Regione – lo stesso principio adottato dalla Provincia autonoma di Bolzano nello scorso maggio che assicura il rispetto dei valori costituzionali della sussidiarietà e della leale collaborazione. Quindi, chi parla di “scontro” con lo Stato è solo in malafede“.


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