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Sit-in per l’ospedale “Muscatello”, tutte le voci di una manifestazione trasversale

AUGUSTA – Questo sabato la questione del ridimensionamento dell’ospedale “Muscatello” è tornata al centro della scena. Nella mattina, circa duecento persone hanno stabilito un presidio pacifico davanti all’ingresso del nosocomio cittadino.

Una manifestazione con l’obiettivo di ottenere risposte che la cittadinanza attende da tempo: la chiusura di alcuni reparti a fronte, tra l’altro, di un promesso contestuale potenziamento del reparto oncologico, ma dove sono Oncologia e gli oncologi? L’Asp ha spiegato che in provincia c’è una carenza di specialisti in Oncologia, alcuni dei quali in questi giorni non sono in servizio per motivi di salute, ma ha assicurato che al più presto verranno designati i medici supplenti.

Una manifestazione che, oltre alla buona partecipazione di cittadini, ha visto una partecipazione trasversale delle forze politiche locali.

Il sindaco Cettina Di Pietro ci ha subito spiegato le sue azioni a riguardo: “Sono qui come cittadino oltre che come sindaco, sono vicina alle paure dei cittadini che vedono un servizio venir meno e con l’ombra della soppressione. Ritengo che l’Asp avrebbe potuto dare più informazioni a tal proposito, emanando un comunicato in cui si informava la cittadinanza del disservizio temporaneo, così da non alimentare ulteriori preoccupazioni più che legittime”. Continua a tal proposito: “Ho avuto rassicurazioni dal direttore sanitario, il quale ha avviato le procedure per reperire il personale in supplenza”.

Alla base delle ormai note rivendicazioni, ci sono la mancata applicazione della legge 5/2009 e della legge 10/2014, la legge sull’amianto. Il primo cittadino ha aggiunto: “Abbiamo richiesto un’audizione alla commissione Sanità dell’Ars per sapere se e quando verranno sbloccati i fondi che sono stati destinati al nostro ospedale. Nel caso non avessimo risposte, che strappino tali leggi!”.

L’atmosfera, a tratti, si è scaldata perché alcuni cittadini hanno espresso il loro sfinimento anche con parole forti, con attacchi indistinti, alla Regione, all’Amministrazione pentastellata, al Consiglio comunale e a tutti gli organi preposti. “Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni, abbiamo il diritto a un reparto oncologico, visto l’alto rischio derivante dal polo petrolchimico!”, questa una delle voci raccolte.

In prima linea c’erano Maria Giannone, tra i promotori dell’iniziativa insieme a Domenico Fruciano, presidente del Tribunale per i diritti del malato, che martedì 10 gennaio svisceravano tutti i retroscena del depotenziamento del Muscatello nel corso di un noto programma di Radio Musmea realizzato in collaborazione con La Gazzetta Augustana.it. La Giannone oggi si è così espressa: “Questo incontro è stato voluto per esprimere solidarietà ai tanti malati oncologici rimasti orfani di un servizio vitale. Inoltre, vogliamo dar voce a tutti i disservizi e mancanze procurate dalla Regione e dall’Asp che affrontiamo ogni giorno. Martedì sarò nel presidio oncologico per verificare se quanto detto sarà attuato. Nel caso non fosse così, contatteremo la stampa. Non possiamo abbassare la guardia“.

Tra i manifestanti, anche il presidente dell’associazione filantropica “Umberto I”, Mimmo Di Franco, il quale è stato tra i precursori delle battaglie “pro Muscatello”. “Pur seguendo questa battaglia dal 2007, ho dovuto mollare perché avevo esaurito ogni energia in questa lotta per i diritti dei cittadini. D’altra parte, abbiamo denunciato più volte la mancata attuazione dell’ampliamento dei reparti di oncologia e neurologia, ma senza nessun’azione da parte della magistratura e della prefettura”, ci ha confidato con amarezza.

Tra i rappresentanti dell’opposizione, abbiamo raccolto diversi appelli, come quello dei consiglieri comunali di “Attiva mente”, Angelo Pasqua e Biagio Tribulato, i quali richiederanno in sede consiliare di non abbassare l’attenzione sul caso “Muscatello”, prevedendolo come primo punto di discussione ad ogni Consiglio comunale indetto, dando seguito alla proposta già formulata dal collega di minoranza Enzo Canigiula. Anche l’ex vicesindaco Giuseppe Schermi, organizzatore del meetup “Augusta 2.0”, alternativo a quello di riferimento della maggioranza pentastellata, ha esternato le proprie preoccupazioni per lo stato di precarietà dei servizi erogati dalla struttura ospedaliera di Augusta. Mentre il consigliere Marco Niciforo ha ribadito: “La politica si faccia portavoce nei confronti dei dirigenti provinciali delle Asp sulla sospensione del servizio oncologico, individuando i responsabili che avrebbero dovuto prevenirla; e chi dovrà pagare, paghi!”.

Molti dei manifestanti non hanno celato la disillusione ma hanno dimostrato l’intenzione di proseguire una lotta ritenuta cruciale “per il diritto alla vita”.

Marcello Marino


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