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Statue della chiesa Madre, la proposta di don Prisutto

AUGUSTA – Grazie all’articolo pubblicato mercoledì, sono emersi ulteriori elementi che fanno luce sulle richieste e i successivi dinieghi in merito al recupero e ricollocazione delle statue acroteriali della chiesa Madre. Come raccontato nel summenzionato articolo, mentre le quattro fiamme acroteriali sono andate perdute, le due statue raffiguranti San Domenico e San Giuseppe giacciono da 26 anni all’interno di cassoni in ferro custoditi nei locali dell’ex Plastjonica.

In data odierna don Palmiro Prisutto, arciprete e parroco della Chiesa Madre, rende nota la sua proposta formale di ricollocazione delle statue e di valorizzazione del sagrato della chiesa Madre, inviata alla Soprintendenza ai Beni cultuali di Siracusa e datata 25 luglio 2014.

Don Prisutto richiedeva il completamento dell’opera di restauro e di recupero del prospetto frontale dell’edificio di culto, proponendo l’alternativa, in caso di “particolari difficoltà in ordine a problemi statici o di sicurezza“, di collocare le due statue “ai lati del sagrato del Duomo su di un basamento, perpendicolarmente alla primitiva sede originaria“. Per consentirne la tutela in caso di collocazione sul sagrato, suggeriva inoltre la realizzazione di un impianto di video-sorveglianza o di una recinzione in ferro intorno al sagrato stesso.

La proposta della cancellata, tra l’altro, era ed è ritenuta necessaria dall’arciprete anche per salvaguardare la delicata pietra arenaria, di cui è costituito il prospetto della chiesa Madre, dai reiterati atti di vandalismo e la pavimentazione del sagrato dal deposito notturno di rifiuti e in particolare di bottiglie.

Don Prisutto fa sapere, infine, che la risposta ricevuta dalla Soprintendenza ha posto l’accento sul necessario restauro, prima ancora che sulle problematiche relative alla collocazione, per il quale non ci sarebbero stati i fondi, condannando le due statue a restare lontano dalla piazza sulla quale hanno vegliato per secoli.

Foto di copertina del nostro lettore Salvo M.


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