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Augusta, il “Megara” mette in scena la 9ª Notte nazionale del liceo classico

AUGUSTA – La nona edizione della Notte nazionale del liceo classico, venerdì sera, ha acceso i riflettori dell’auditorium comunale “Giuseppe Amato” sulla cultura classica, rappresentata nelle sue varie declinazioni sul palco dagli studenti del “Megara“.

È andata in scena la grandissima e attuale potenza di valori antichi che, nonostante il passare dei secoli, sono ancora cardini della civiltà occidentale. Anche quest’anno l’evento augustano si è pregiato della collaborazione con la sezione cittadina dell’associazione “Italia nostra”, presieduta dalla docente Jessica Di Venuta. Novità di quest’anno, invece, è che il Liceo “Megara”, guidato dal dirigente scolastico Renato Santoro, figura nel comitato nazionale che organizza la Notte del liceo classico, di cui resta liceo capofila l’istituto “Gulli e Pennisi” di Acireale dove insegna l’ideatore dell’iniziativa Rocco Schembra.

Alla presenza del sindaco Giuseppe Di Mare e di altre autorità civili e militari, lo spettacolo condotto da Gabriele Valenti è stato aperto, poco dopo le 18, dalle ballerine classiche Elena e Maria Giudice. Poi Angelo Carini, Valentina Gulino, Giulia Mendola, Alessia e Giorgia Messina hanno drammatizzato, guidati dalla docente Gabriella Lombardo, la lirica vincitrice del concorso nazionale sul tema della crudeltà della guerra, filo conduttore della nona edizione della Notte nazionale. Senza soluzione di continuità, la docente Di Venuta, con l’ausilio di Maria Vittoria Cifariello, ha sottolineato il legame profondo tra scienza e cultura classica, spiegando l’origine mitologica dei nomi delle stelle e facendone discendere, tra filosofia e letteratura, un invito alla pace. Giorgia Petracca ha chiuso la performance cantando proprio “Figli delle stelle” di Alan Sorrenti.

Dopo queste suggestioni, l’atmosfera si è stemperata con una versione molto particolare del noto format televisivo “Belve” riveduto in chiave liceale e “retrò”, come da idea e sceneggiatura delle docenti Gabriella Fassari e Zaira Lipari. Una probabilissima Francesca Fagnana, interpretata dalla studentessa Rachele Siena, ha intervistato vip giunti direttamente dal Mito come Achille (alias Matteo Russo), accompagnato dalla mamma Teti (Giuliana Cascino), Penelope (Maria Vittoria Cifariello) accompagnata addirittura da un intero corpo di ballo (Diego Pustizzi, Martina Coronella e Fernanda Patania). L’ultimo ospite di “Belve” è stato il conte Giacomo Leopardi, reinventatosi come cantante, in arte Jack Leopard, interpretato da Alessandro Santanello.

Altro valore fondamentale su cui la docente Paola Di Mare ha desiderato puntare l’attenzione è stato quello dell’amore, declinato in tutte le sue forme attraverso l’interpretazione di una poesia di Neruda, in lingua originale, da parte di Federico Pasqua e del brano iconico dei Beatles “All you need is love”, eseguito magistralmente da Giada La Gioia al piano e Alice Accaputo voce. Quindi la docente Alessandra Traversa, introdotta dallo studente Mattia Maiolino, ha presentato al pubblico la nascita della scrittura attraverso il mito di Procne e Tereo, raccontato da Arianna Pedone. Il pathos di un mito così intenso è stato sfumato dall’intervento di Giovanni Villari, che ha trascinato il pubblico in una sessione di yoga della risata, di cui è divulgatore.

Non poteva mancare anche quest’anno un doveroso tributo alla memoria del professore Carmelo Giummo, scomparso prematuramente nel novembre di tre anni fa, attraverso un momento ideato da alcuni suoi ex studenti. Lo hanno voluto ricordare con alcuni suoi raffinatissimi haiku (componimenti poetici nella forma di tradizione giapponese) e l’esecuzione del brano “Hallelujah” di Leonard Cohen, già proposto in una delle passate edizioni della Notte del liceo classico proprio dal compianto Giummo.

La vera novità di questa edizione è stata la partecipazione di alcuni alunni delle classi seconde medie dei quattro istituti comprensivi cittadini. I piccoli allievi, sapientemente guidati dalle loro docenti, hanno reinterpretato i valori della classicità, tra il serio e il faceto, deliziando il pubblico con grinta e talento.

La serata si è chiusa con il brano finale tratto dal poema epico “Le Argonautiche” di Apollonio Rodio, a cura della docente Giusy Pugliares e recitato in greco antico e in italiano. Una Medea fanciulla interpretata da Maria Vittoria Cifariello, accompagnata da Beatrice Buonomo, Angelo Carini, Fabrizia Cipriani Gianino e Leila Gibilisco, trascorre una notte insonne dilaniata tra la passione per Giasone e la fedeltà alla sua famiglia.

In rappresentanza del dirigente scolastico, la docente Anna Lucia Daniele ha speso parole per celebrare il liceo classico e la sua formazione. Esprimendo il messaggio della Notte nazionale, quando si afferma che attraverso lo studio del pensiero e delle opere letterarie degli antichi, si sviluppano il senso critico, la creatività, la passione civile, e soprattutto quell’intelligenza emotiva di cui si sostanzia la natura umana.


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