MESSAGGIO POLITICO AUTOGESTITO

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Politica

Depuratore di Augusta, botta e risposta tra Sinistra italiana e Fratelli d’Italia

AUGUSTA – Gli interventi per realizzare il depuratore di Augusta e l’adeguamento della rete fognaria, entrati nella fase dell’aggiudicazione provvisoria come da recente aggiornamento del commissario straordinario governativo Fabio Fatuzzo, diventano terreno di scontro elettorale tra centrosinistra e centrodestra. A confrontarsi, a mezzo note stampa, sono il segretario provinciale di Sinistra italiana – Avs, partito che esprime il candidato sindaco della coalizione progressista, Salvo Pancari, e il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, partito di cui fa parte il sindaco ricandidato Giuseppe Di Mare.

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Nel suo intervento, ieri l’altro, il segretario provinciale Si-Avs, Sebastiano Zappulla critica l’impostazione del progetto, in particolare per quanto riguarda la gestione delle acque depurate. “Prevedere di smaltire in mare le acque depurate, invece di riutilizzarle a fini agricoli e industriali è un errore che deve essere evitato”. Zappulla contesta anche la scelta di non convogliare i reflui verso l’impianto consortile Ias, evidenziando possibili ricadute economiche per i cittadini: “Non confluire i reflui al depuratore consortile Ias […] vuol dire decidere, consapevolmente, di fare pagare alle cittadine e ai cittadini di Augusta i costi di gestione”.

Il sindaco Giuseppe Di Mare rivendica un risultato che nasconde insidie e costi esosi per la città di Augusta”, prosegue l’esponente provinciale di Sinistra italiana, che accusa l’amministrazione di puntare alla “spettacolarizzazione delle azioni amministrative a scopi elettorali”.

Arriva stamani la replica del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Rosario Sicari, unico consigliere comunale meloniano. “Rimettere in discussione oggi la localizzazione e la struttura del depuratore di Augusta non è solo anacronistico, è un atto di pura follia politica”, afferma, sottolineando il rischio di perdere la copertura finanziaria assicurata dal governo nazionale per i 69,2 milioni previsti.

Sicari richiama inoltre le conseguenze del mancato intervento negli anni passati. “Quanto è costata ai cittadini la mancata depurazione in termini di salute pubblica, di degrado ambientale e di pesanti sanzioni europee?”, evidenziando come l’opera rappresenti una risposta strutturale e definitiva alle criticità del territorio.

Nel merito delle alternative proposte, il coordinatore di Fratelli d’Italia esprime forti perplessità sull’ipotesi di convogliare i reflui verso l’impianto Ias di Priolo, ricordando le vicende giudiziarie che hanno interessato il depuratore consortile. “Legare il destino di Augusta a una struttura così fragile e contestata significherebbe ereditare problemi legali altrui invece di risolvere i propri”, asserisce.

Sul tema del riutilizzo delle acque depurate, inoltre, Sicari sottolinea, come si è appreso dallo stesso Fatuzzo, che la questione è già all’attenzione della struttura commissariale: “Il Commissario straordinario […] sta già esplorando concretamente ogni possibilità tecnica”.

Sembra assurdo che ogni volta che la città compie un passo in avanti verso la civiltà, ci sia chi è pronto a mettere in gioco tutto e tutti, rischiando di far compiere alla comunità numerosi passi indietro e riportare le lancette dell’orologio a un passato di paralisi“, conclude l’esponente locale di Fdi.

Il confronto si inserisce in una fase decisiva per l’opera, considerata strategica per il superamento della procedura di infrazione comunitaria e per la tutela ambientale del territorio. Un tema destinato a rimanere centrale anche nel dibattito politico in vista delle prossime elezioni amministrative del 24-25 maggio.

(Nella foto di repertorio in copertina: uno degli scarichi fognari a mare insistenti sul lungomare Rossini)


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