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Augusta, attracca nave con 7.500 tonnellate di petcoke al pontile della cementeria. Legambiente: “Va messo fuori legge”

AUGUSTA – “Giorno 18 gennaio 2021 è giunta in porto ad Augusta la nave Sider Bergen (nella foto di copertina, ndr), proveniente da Tarragona (Spagna), con a bordo circa 7.500 tonnellate di petcoke che sta scaricando al pontile della cementeria Buzzi Unicem. Il petcoke è ciò che rimane della raffinazione del petrolio e dove si concentrano in alta percentuale i peggiori inquinanti. Nel corso del 2020 la cementeria ha complessivamente ricevuto via nave circa 41.000 tonnellate di “carbone da petrolio” ed è questo il principale combustibile solido che l’azienda usa per alimentare i suoi forni“.

A segnalarlo attraverso un comunicato è Legambiente Augusta, rappresentata in città dal dirigente regionale Enzo Parisi, che tre mesi fa aveva sollevato la questione del permesso di costruire rilasciato dal Comune il 20 ottobre scorso alla ditta proprietaria della cementeria per la realizzazione di un nuovo impianto di ricevimento e dosaggio del combustibile solido secondario (CSS) al posto di vecchi impianti recentemente demoliti (permesso dapprima sospeso con determinazione dirigenziale del 27 ottobre dall’amministrazione comunale Di Mare appena insediata, per un procedimento di riesame concluso il 10 dicembre con l’accertamento che le pregresse autorizzazioni risultano “valide ed efficaci”).

Infatti la cementeria possiede un’autorizzazione Aia rilasciata dall’Assessorato regionale Territorio e Ambiente nel 2014 (“rettificata” da un decreto assessoriale regionale nel novembre 2017 e, per quest’ultimo, impugnata con ricorso al presidente della Regione dall’amministrazione comunale Di Pietro allora in carica nell’aprile 2018, ricorso tuttora “pendente” ma che quindi, a seguito della più recente verifica comunale, non avrebbe prodotto alcuna sospensione) che le consente l’utilizzo negli impianti termici (in particolare linea cottura Clinker) dei seguenti combustibili “singolarmente (avverbio evidenziato dall’associazione, ndr) o in miscela fra loro“: Carbone fossile; Petcoke; Olio combustibile BTZ; Gas propano liquido (GPL); CSS – Rifiuto (CER 19.12.10 e 19.12.12); Cer 02.01.04 – 04.02.09 – 15.01.02 – 15.01.06 – 16.01.03 – 17.02.03 – 19.12.04 – 20.01.39 in alternativa al CSS – rifiuto, per un quantitativo massimo di 20.000 t/a; ove disponibile, di CSS – Combustibile.

Non c‘è l’obbligo di miscelazione o coincenerimento (i rifiuti identificati con il codice Cer quindi potranno essere combusti singolarmente, da soli e non obbligatoriamente insieme ad altri combustibili) – sottolinea Legambiente Augusta – Il CSS-combustibile, ottenuto dal recupero dei rifiuti ma che deve possedere qualità migliori del CSS-rifiuto, potrà essere impiegato solo se disponibile e se così decide l’azienda. Non c’è alcun obbligo di sostituire i combustibili più inquinanti (Carbone fossile, petcoke) con il CSS-combustibile di qualità“.

Continuiamo a ritenere sbagliato – ribadisce l’associazione, come già fatto puntualmente ad ogni carico di petcoke segnalato in porto negli anni scorsi – aver rilasciato una tale autorizzazione e concesso tanta discrezionalità all’azienda. Specialmente perché ciò è stato consentito in una zona come Megara – San Cusumano, dove l’ultima recente “Relazione annuale sullo stato della qualità dell’aria nella Regione siciliana, anno 2019” dell’Arpa individua uno dei più significativi punti critici del territorio siciliano. Dal Rapporto – rileva Legambiente – si apprende che in Sicilia la massima concentrazione oraria per gli idrocarburi non metanici NMHC è stata registrata nella stazione di San Cusumano con ben 3378 μg/m³. Per quanto riguarda l’idrogeno solforato H2S è sempre San Cusumano ad aver registrato la concentrazione media massima giornaliera (4.2 μg/m³), la massima concentrazione oraria (94.3 μg/m³) e il maggior numero di superamenti della soglia olfattiva che si sono concentrati tra il mese di maggio e luglio 2019. Altro preoccupante e non invidiabile primato regionale è il superamento del limite di 5 μg/m³ per la concentrazione media annua del benzene C6H6 nella centralina di Augusta-Marcellino (8,8 μg/m³) dove si è pure registrata la massima oraria di 309 μg/m³ e contato n. 498 superamenti della soglia di riferimento (20 μg/m³). Per questo pericoloso inquinante si sono registrati anche nella centralina Augusta-Megara la massima oraria di 163.3 μg/m³ e n. 27 superamenti della soglia oraria di riferimento“.

La messa fuori legge del petcoke e di altri simili combustibili inquinanti e climalteranti è ormai da tempo uno dei passi indispensabili per tutelare efficacemente la salute delle persone e dell’ambiente – conclude Legambiente Augusta – La tutela prioritaria di questi beni vitali non significa cancellare posti di lavoro e progresso ma, al contrario, il lavoro dignitoso e il progresso tecnologico e umano nascono e crescono con il rispetto dell’ambiente e del benessere delle persone. Alle istituzioni tutte torniamo a chiedere di mobilitarsi: il Piano regionale della qualità dell’aria tarda ad essere corretto e aggiornato in modo trasparente e partecipato, mentre questa vicenda deve necessariamente essere rapidamente affrontata e risolta con un Piano attento ai bisogni e agli interessi generali, idoneo a ripristinare condizioni di vivibilità e salubrità per le popolazioni delle aree industriali e dell’intera Sicilia“.


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