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Augusta, cosa non va nel nuovo pozzo per l’Isola

AUGUSTA – L’ulteriore ritardo per cui il nuovo pozzo comunale di riserva, ai giardini pubblici, non vede ancora il fine lavori, consegnati lo scorso 18 gennaio, trova adesso una spiegazione. L’ultima criticità, in ordine di tempo, sarebbe legata a “una scanalatura lungo la parete“, creata nella fase iniziale di perforazione (vedi foto di copertina dello scorso febbraio, ndr), e pertanto “si sta cercando di creare un filtro per bloccare eventuali infiltrazioni“.

Sono parole del responsabile del settore Lavori pubblici, Carmelo Bramato, verbalizzate in occasione di una riunione della quarta commissione consiliare, tenutasi lo scorso 27 settembre con all’ordine del giorno lo “stato dei lavori del nuovo pozzo dei giardini pubblici”.

Scavando, il filo di perforazione ha creato un solco, una scanalatura lungo la parete – si legge nel verbale di commissione, diffuso in rete dall’associazione politico-culturale “Rinnova Augusta” dell’ex assessore Omar Pennisi – dovuta ad una piccolissima inclinazione e pertanto si sta cercando di creare un filtro per bloccare eventuali infiltrazioni“.

Inoltre dallo stesso verbale si apprende, quanto alle analisi di controllo, che ci sarà “un esame preventivo dell’Asp, ripetuto dopo un anno“, oltre alle verifiche periodiche da effettuare “per un anno” da parte di un laboratorio di analisi privato che si è di recente aggiudicato la gara per il servizio di controllo interno delle acque della rete idrica comunale.

Proprio un paio di giorni prima della riunione di commissione consiliare, avevamo chiesto lumi all’assessore ai Lavori pubblici, Beniamino D’Augusta, che ci riferiva: “Il ritardo è dovuto a numerosi contrattempi. Si sono trovati alcuni giacimenti di metano, alcune frane durante la perforazione; da ultimo, al momento di andare a spurgare, non si riusciva a ottenere l’acqua pulita, anzi veniva aspirato da parte della pompa anche del pietrisco, che non doveva esserci. Dopo numerosi tentativi, alcune manovre, non si è riusciti a risolvere il problema, quindi si è proceduto a tirare fuori tutte le tubazioni e a sigillare alcuni punti per rimettere in moto il pozzo“.

Da alcuni giorni la ditta incaricata sta provvedendo a “calare” nuovamente i tubi, poi ripartiranno le operazioni di spurgo e lavaggio del pozzo. E intanto, tra ritardi del nuovo pozzo omaggio di quattro ditte della zona industriale e disservizi del vecchio, ci si avvicina alla data del 25 ottobre, nella quale ricorreranno i due anni esatti dall’apertura ufficiale della crisi idrica nell’Isola (ordinanza del precedente sindaco per vietare l’uso d’acqua per fini potabili).


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