Politica

Augusta, il Covid center al “Muscatello” si estende ad altri reparti? Tra esposti in procura e interrogazioni consiliari

AUGUSTA – Per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, il Covid center attivo all’ospedale “Muscatello” di Augusta potrebbe interessare ben oltre i 14 posti letto del reparto di Chirurgia (con le urgenze provvisoriamente dirottate al nosocomio di Lentini). Come ventilato senza mai entrare nel dettaglio dai vertici Asp nei giorni scorsi e temuto da diversi consiglieri comunali d’opposizione, che in particolare nelle ultime ventiquattr’ore hanno prodotto esposti alle autorità competenti e interrogazioni consiliari.

Secondo quanto segnalato nell’interrogazione “urgente a risposta scritta” al sindaco, presentata ieri dai consiglieri Enzo Canigiula, Vanessa Fazio e Giancarlo Triberio, ci sarebbe da parte dell’Azienda sanitaria provinciale “l’intenzione di trasformare il reparto di Medicina dell’ospedale Muscatello in altri 18 p.l. (posti letto, ndr) per dedicarli a pazienti positivi al Covid-19“. E stamani è Triberio, a integrazione, a rendere nota “l’effettuazione dei sopralluoghi per ridimensionare i reparti di Neurologia e Cardiologia a 4 p.l. ciascuno a seguito della trasformazione del reparto di Medicina, e dopo aver già spostato il reparto di Chirurgia, per accogliere altri pazienti Covid“. Insomma, oltre alla questione della sicurezza del percorso dedicato interno ai pazienti affetti da Coronavirus, si teme in generale “lo smantellamento dell’ospedale Muscatello, con grave danno per la nostra comunità e con la zona industriale, porto e base militare, nonché una zona Sin senza nessun nosocomio di prossimità attrezzato ad accogliere eventuali pazienti“.

Da parte dei tre consiglieri vengono altresì rivolti formalmente alcuni interrogativi al sindaco Cettina Di Pietro: “Se era a conoscenza del piano aziendale Asp Siracusa per la gestione della emergenza Covid-19, e sue successive revisioni alla data odierna; se è stata convocata la conferenza dei sindaci o una riunione su tale emergenza in cui è stata chiamata ad esprimersi e che parere ha rilasciato; se non era a conoscenza dei piani Asp, che azioni ha intrapreso, tese a tutela della salvaguardia dei cittadini, del mancato coinvolgimento ed informazione in qualità di Sindaco quindi massima autorità sanitaria del Comune; quali altre azioni intende intraprendere nei confronti dell’Asp Siracusa e Assessorato regionale Sanità al fine di evitare il pericolo del ridimensionamento di reparti e quindi di p.l. non interessati all’emergenza Covid-19“.

E stamani si apprende di un esposto in Procura (oltre che a “tutti gli organi interessati” istituzionali e sanitari) sulla vicenda da parte del consigliere Giuseppe Di Mare. Già la scorsa settimana, in una pec alle autorità istituzionali e sanitarie nazionali, regionali e locali, aveva manifestato “particolare perplessità” sulla scelta dei locali di Chirurgia individuati per il Covid center e, riconoscendo che “non è in questione la necessaria disponibilità ed organizzazione anche del Muscatello per questa emergenza“, suggeriva “altri locali più isolati con ingressi autonomi e facilmente collegabili alla Radiologia (es. locali di Psichiatria), o anche locali nuovi (es. i locali del terzo piano del nuovo ospedale)“.

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Adesso, secondo il consigliere d’opposizione, “le ultime scelte assunte dall’Asp di Siracusa nei confronti dell’Ospedale E. Muscatello di Augusta appaiono fastidiose, inique ed ingiustificate” e “comincia a farsi forte il sospetto, anche in chi ha grande rispetto dei momenti e delle Istituzioni, che la strategia si stia trasformando e che ancora una volta gli interessi della direzione sanitaria e della politica su altre strutture della provincia stiano portando la sanità augustana a pagare un prezzo altissimo“.

Il piano aziendale dell’Asp di Siracusa adottato in data 16/03 u.s. per fronteggiare l’emergenza Covid-19 aveva previsto scenari e soluzioni, ed anche in quello peggiore (oltre 200 positivi in provincia) il Covid center creato ad Augusta doveva essere ospitato solo dal reparto di Chirurgia. Oggi si viene a conoscenza che dal prossimo 5 aprile anche il reparto di Medicina con i suoi 18 p.l. verrà chiuso per ospitare malati Covid-19, di fatto si trasforma l’intero Muscatello in un Ospedale Covid-19, facendolo diventare il più grande Covid center della provincia di Siracusa escluso il capoluogo (i posti assegnati a Noto utilizzano reparti senza ricoverati). Lo stesso reparto di Cardiologia che ad oggi dovrebbe restare funzionante ormai viene evitato dai cittadini proprio per quella paura che scaturisce dalla promiscuità e dalla dubbia presenza di percorsi di garanzia e sicurezza che con queste nuove decisioni saranno sempre più difficili da perseguire“. Questa l’evoluzione, ricostruita da Di Mare, del Piano emergenziale dell’Asp.

Incomprensibile, vessatoria e discriminatoria appare la scelta effettuata dai vertici dell’Asp di Siracusa – rincara la dose il consigliere – l’Ospedale di Augusta è privo di tutti i supporti necessari per curare i malati di Covid-19 come la terapia intensiva e gli spazi necessari, misterioso come altri ospedali della provincia come quelli di Avola e Lentini, seppur completi di tutte le necessarie caratteristiche per tutelare la salute dei malati Covid-19, siano rimasti esclusi da ogni ragionamento. La stessa decisione della separazione dei malati tra critici e non critici vacilla, in quanto tempo un malato diventa non critico? Perché spendere tempo (fondamentale per salvare vite umane), risorse economiche e personale per trasportare i malati da una struttura ad un’altra?“.

Il consigliere fa anche una dura chiosa politica della vicenda: “Ancora una volta, probabilmente, l’assenza di una forte e presente rappresentanza politica e delle Istituzioni ha concesso di gestire un’emergenza a scapito di chi “non ha Santi in Paradiso”. Quando tutto questo finirà, qualcuno che ricopre importanti ruoli Istituzionali e che poteva e doveva evitare tutto, dovrà dar conto alla Città di silenzi e fatti, oggi continueremo con rispetto a combattere questa maledetta guerra contro il virus. Di fatto prendiamo atto, che oggi la chiusura della Uoc porta alla chiusura dell’Ospedale Muscatello, e purtroppo non abbiamo neanche la possibilità di credere a chi, la Direzione Sanitaria, si affretta a parlare di atti temporanei, la credibilità è stata smarrita“.

L’esperienza dei paesi del Nord – conclude Di Mare – ci dovrebbe far capire che gli ospedali monoblocco favoriscono la diffusione del virus, quelli con più padiglioni riescono a creare dei filtri e delle maggiori protezioni a me sembra che qualcuno stia mettendo in pericolo la sicurezza di medici, infermieri, malati e cittadini“.

(Nella foto di repertorio in copertina: vecchio padiglione dell’ospedale “Muscatello”, dove al primo piano è allocato il Covid center)


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