Politica

Augusta, l’ex sindaco Carrubba al terzo atto: “Dissesto dichiarato senza leggere le carte. Nel 2020 sarò in campo”

AUGUSTA – Un incontro simile più ad un’adunanza pubblica che ad una conferenza stampa. Poco meno di un centinaio di persone ha risposto all’invito lanciato dall’ex sindaco di Augusta, Massimo Carrubba che, tra un sorso d’acqua e l’altro, ha parlato per circa un’ora nella sala di Palazzo Zuppello in particolare della pregressa situazione debitoria dell’ente locale per la quale la maggioranza pentastellata, appena insediata, deliberò il dissesto economico-finanziario. Inoltre ha anche lanciato messaggi sulla prossima tornata elettorale amministrativa.

È la stessa sala dove tenne le due precedenti “arringhe” difensive sul decreto di scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose (arrivato alcuni mesi dopo le sue dimissioni), sulla relazione della commissione di accesso (conferenza stampa nel dicembre 2017) e poi contro ciò che definì il “sistema Amara” (nel marzo 2018). Allora era sottoposto a giudizio dinanzi al Tribunale di Siracusa dovendo rispondere delle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio, per le quali è stato assolto un mese fa con sentenza di primo grado di cui si attendono le motivazioni.

Ecco il video servizio con intervista realizzato questa sera.

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Questa sera l’ex sindaco del centrosinistra ha esordito focalizzando l’attenzione sulla situazione debitoria del Comune e stigmatizzando l’operato del sindaco pentastellato Cettina Di Pietro che, non appena insediata, ha dichiarato il dissesto finanziario, “non leggendo – ha sostenuto Carrubba – neanche le carte e facendo pesare sulla comunità le conseguenze di una decisione del tutto inopportuna e fuori luogo“.

Come nei due precedenti incontri pubblici davanti a un pc e carte alla mano, Carrubba ha affondato i colpi nei confronti dell’attuale giunta comunale, respingendo le accuse politiche sulla sua gestione amministrativa durata nove anni e mezzo (2003-2012). “I debiti accumulati dalla mia amministrazione erano molto più esigui di quelli che il sindaco ha voluto far credere“, ha asserito in merito al numero di circa cento milioni di euro di passività ventilato nell’ultima campagna elettorale. Tra l’altro, ha rilevato Carrubba al nostro microfono, “negli anni precedenti la commissione straordinaria stessa non aveva dichiarato il dissesto perché riteneva che ci fossero tutte le condizioni per un piano di rientro decennale“.

Sulla sua eventuale partecipazione alle prossime elezioni amministrative che si celebreranno tra meno di un anno, al nostro microfono ha detto: “Sicuramente sarò in campo, e non come nel 2015 quando sono dovuto stare zitto“. “Spero di riuscire a fare una lista“, ha aggiunto. Invece, quanto a una sua eventuale ricandidatura a sindaco, ha glissato: “Per ogni cosa c’è un suo tempo“. “Il mio cuore batte per il centrosinistra, per quanto ha molti limiti, dovrebbe svegliarsi, eliminare qualche zavorra“, ha precisato a domanda esplicita sulla sua collocazione, premettendo però che “alle elezioni comunali si guarda più alla persona, ai movimenti civici“. Ha inoltre ricordato che le sue dimissioni da sindaco prima della scadenza del mandato, nel 2012, diversi mesi prima dello scioglimento, furono dovute alla personale ambizione di partecipare alle “elezioni nazionali o regionali“.

Tra gli altri punti toccati durante la conferenza stampa pubblica, la proroga del servizio alla società Pubbliservizi, quello alla tesoreria comunale, la non ammissione a finanziamento del progetto di ristrutturazione del fabbricato rurale confiscato alla mafia ubicato presso la baia Arcile e il project financing per il cimitero di Augusta.

Maurilio Abela


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