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Politica

Augusta, nuovo depuratore o allaccio Ias? Si infiamma il dibattito politico locale

AUGUSTA – Dopo mesi di assenza nel dibattito politico locale, si infiamma improvvisamente il tema della depurazione delle acque reflue civili, mai realizzata ad Augusta, e che ha visto la scorsa estate la nomina del nuovo commissario straordinario governativo (il quarto dal 2015), il catanese Fabio Fatuzzo, che ha ereditato la chiusura delle fasi progettuali per il nuovo depuratore a Punta Cugno e i circa 52 km di nuove condotte fognarie.

La settimana si è aperta con la conferenza stampa del governatore Renato Schifani in prefettura, sulla situazione del depuratore Ias di Priolo e sui finanziamenti per il nuovo ospedale di Siracusa. Sono state le dichiarazioni di Giovanna Picone, al debutto nella qualità di commissario (nominato da Schifani) per l’attuazione degli interventi per l’adeguamento del depuratore consortile, a indurre una serie di interrogativi, e, su tutti, che ne sarà del depuratore Ias.

Sono trascorsi quasi due anni (giugno 2022) dall’intervento della magistratura con il sequestro dell’impianto per “inquinamento atmosferico e marino” in relazione al trattamento dei reflui industriali (ma non dei reflui civili dei comuni di Priolo e Melilli che vi conferiscono) e le successive prescrizioni di adeguamento con diffida di revoca dell’Aia.

La neo commissaria ad acta Picone, confermando che le più grandi aziende del polo petrolchimico potrebbero lasciare il consorzio pubblico-privato per provvedere alla depurazione in autonomia, ha auspicato “una pianificazione prima a livello regionale, perché l’Ias non potrà funzionare se vanno via i grandi utenti: diventerebbe un impianto sovradimensionato e comunque funziona bene se c’è il doppio refluo“. Tra il costo di gestione stimato tra 10 e 14 milioni di euro annui in larga parte coperto dalle quattro grandi aziende e la tecnologia concepita per il mix di reflui industriali e civili, si porrebbero seri dubbi sulla sostenibilità dell’impianto nato negli anni ottanta.

Sull’ipotesi che Augusta possa conferire i reflui civili nel depuratore consortile, come fanno attualmente Priolo e Melilli, si è espresso in modo netto il sindaco Giuseppe Di Mare dichiarando alla testata online Siracusaoggi che “fino a qualche anno addietro anche io ero convinto di questo percorso con Ias. Non se ne è mai fatto nulla. Adesso abbiamo una progettazione ormai definita ed in procinto di andare in gara per il nostro depuratore, non ci sono più le condizioni“. Il primo cittadino ha aggiunto: “Ricordo come qualche anno fa la struttura commissariale portò in aula uno studio di comparazione delle due alternative sulla depurazione e quella che portava in Ias venne scartata per svariati motivi economici e strutturali. Augusta avrà presto un impianto di depurazione ma sarà il suo“.

Una posizione contestata dal consigliere comunale di minoranza Giancarlo Triberio, componente dell’assemblea nazionale del Pd, offrendo una lettura politica della vicenda: “Lo scontro, più di potere che politico tra il presidente della Regione Schifani e Fratelli d’Italia, sulla questione Ias e depurazione di Augusta si abbatte sulla pelle e le tasche degli augustani. Adesso che anche il centro-destra regionale, dopo anni di colpevole inerzia e silenzio sulla importante problematica Ias, si accorge che la situazione migliore per risolvere l’atavico problema della depurazione di Augusta passa attraverso l’allacciamento all’Ias, Fratelli d’Italia, per il tramite del sindaco Di Mare, per i propri evidenti interessi partitici e del commissario alla depurazione Fatuzzo, proprio del suo stesso partito, bocciano questa proposta che era stata negli anni scorsi sostenuta e caldeggiata, perché ritenuta da sempre la più ottimale e veloce per risolvere il problema di Augusta, da me in compagnia del sindaco quando era consigliere di minoranza“.

Il consigliere del Partito democratico aggiunge: “Adesso Di Mare, sull’altare degli interessi del suo partito invece di pensare al bene della nostra città, cambia idea con motivazioni fallaci e con la solita buone dose di bugie. Ormai è evidente che il solito proclama che il sindaco emana a ogni occasione che si parla della depurazione, ripetendo a pappagallo che i progetti sono pronti, risulta la solita coltre di fumo in quanto ad oggi non si hanno né notizie certe e nemmeno tempistiche verificabili sul bando e i tempi di realizzazione. Altresì mente sapendo di mentire quando dichiara che sono state dichiarate problematiche tecniche per seguire la strada dell’allacciamento all’Ias. Infatti le due problematiche principali, ossia: che il depuratore può solo lavorare con l’ausilio dei reflui industriali, è smentito dalla documentazione della Procura; che i reflui di Augusta, per problemi legati alla capacità delle tubazioni e di pressione soprattutto durante la stagione piovosa, è smentita dall’ultimo commissario anche in virtù della mancanza nel futuro dei reflui industriali che utilizzano la stessa condotta“.

Oltre al danno, il sindaco e Fratelli d’Italia confezionano la beffa per gli augustani – asserisce Triberio – Infatti il depuratore, come già indicato nella convenzione e patti parasociali, sarà di competenza della società mista, leggasi gestione privata, Aretusacque, votata e sostenuta dal sindaco, che oltre a privatizzare un bene comune come l’acqua lucrerà sui costi della depurazione. In più, così come descritto nel piano d’ambito e anche per le direttive europee recepite dalla Regione siciliana, le acque depurate dall’Ias, tramite i reflui depurati di Siracusa e con l’aggiunta di quelli di Augusta, potrebbero diventare risorsa idrica preziosa utilizzabile sia per usi industriali che per l’agricoltura con un volume di almeno 10 milioni di metri cubi annui che salvaguarderanno il territorio e l’economia in una crisi idrica del nostro territorio che è sempre più evidente“.

A tali obiezioni nonché alle accuse politiche mosse all’indirizzo del primo cittadino, replicano sei consiglieri comunali di maggioranza, con una nota congiunta, segnatamente Margaret Amara, Andrea Lombardo, Federico Palazzotto, Rosario Sicari, Peppe Tedesco e Paolo Trigilio. “Ancora una volta il consigliere Triberio perde l’occasione di evitare cattive figure“, esordiscono, aggiungendo subito dopo che “bene ha fatto il sindaco Di Mare, che personalmente segue l’iter della depurazione di Augusta, a declinare l’invito ad allacciarsi oggi su Ias“.

Oggi non è più tempo di parlare di Ias per Augusta perché siamo finalmente pronti per realizzare il nostro depuratore cittadino – sostengono – Irresponsabile il consigliere di opposizione che pensa di fermare tutto l’iter, perdere la disponibilità economica di decine di milioni di euro ma soprattutto ripartire dalla progettazione in modo che si perda tempo, prende in giro gli augustani a cui deve dire la verità: il suo unico fine è quello di fare in modo che non sia Di Mare ad aprire il cantiere“.

Il progetto di Augusta è pronto, finito, alla validazione e tra qualche mese andrà in gara ed entro l’anno prossimo partiranno i lavori. Sì entro l’anno prossimo! – affermano i sei consiglieri di maggioranza – Lo sa bene il consigliere di opposizione rappresentante di tutto un mondo politico che negli ultimi 30 anni non ha mai avuto interesse e/o non è riuscito a realizzare il depuratore della nostra città. Dovrebbe spiegare alla città come mai il partito che rappresenta e che ha sempre governato Augusta non ha mai realizzato il depuratore e chiarire in tutto questo cosa c’entrino le farneticanti dichiarazioni sugli interessi partitici o altro“.

(Nella foto di repertorio in copertina: uno degli scarichi fognari nel golfo Xifonio)


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