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Augusta, riapre il Covid center al Muscatello. Sindaco Di Mare: “Coinvolti tutti gli ospedali della provincia”

AUGUSTA – Dovrebbe essere riattivato in questi giorni il Covid center all’ospedale “Muscatello” di Augusta, ma stavolta in un contesto che coinvolgerebbe progressivamente tutti e cinque i presidi ospedalieri dell’Asp di Siracusa. Il neo sindaco Giuseppe Di Mare conferma che nel nosocomio cittadino “riapre sicuro anche perché c’è una situazione di sovraffollamento nelle altre province della regione, quindi c’è bisogno di dare una mano“. E tra i 53 attuali positivi nel territorio comunale, ci sarebbero anche alcuni soggetti ricoverati all’ospedale “Umberto I” di Siracusa (“meno di cinque“, ci fa sapere).

Ma il primo cittadino ammette: “Non abbiamo ancora il cronoprogramma“. Nel piano emergenziale regionale per fronteggiare la prima ondata di contagi, a metà marzo, al “Muscatello” erano state sospese le attività dei reparti di Chirurgia (trasferita a Lentini) e Medicina, per far spazio rispettivamente a 14 e 18 posti letto, quindi fino a 32 complessivi. Poi, nella pianificazione post-emergenziale, a giugno, il “Muscatello”, come auspicato da più parti in città, era uscito dalla rete Covid, che a quel punto prevedeva l’impiego dei soli presidi di Siracusa e Noto. Nel nuovo piano che attuerà l’Asp sarebbero programmati, nei medesimi reparti ubicati al secondo piano del vecchio padiglione (nella foto di repertorio in copertina), fino a 40 di posti letto destinati a pazienti Covid non gravi, non disponendo il nosocomio di terapia intensiva.

Stiamo lavorando sulla possibilità di fare restare qualche posto letto per gestire le urgenze“, riferisce il sindaco. Mentre, sul fronte del Pronto soccorso, dinanzi al quale è installata da marzo la tenda pre-triage, assicura che “i percorsi sono sicuramente separati“.

Di Mare, appena sette mesi fa nella veste di consigliere comunale d’opposizione, aveva osteggiato l’attivazione di un Covid center proprio nei locali di Chirurgia e Medicina, arrivando poi a presentare un esposto in Procura e definendo “incomprensibile, vessatoria e discriminatoria (…) la scelta effettuata dai vertici dell’Asp di Siracusa“. Allora asseriva che “l’Ospedale di Augusta è privo di tutti i supporti necessari per curare i malati di Covid-19 come la terapia intensiva e gli spazi necessari“, invitando a risponderne politicamente chi “ricopre importanti ruoli istituzionali e che poteva e doveva evitare tutto“.

Abbiamo posto la consequenziale domanda all’ex consigliere, adesso sindaco anche se insediato da poco più di una settimana. Per Di Mare il contesto è diverso rispetto al piano emergenziale di marzo. “Per disposizione dell’assessorato regionale, tutti gli ospedali della provincia diventano Covid center – premette – già Avola ha ceduto un reparto, Lentini dal 15 novembre diventa Covid center in un altro reparto, Noto e Siracusa lo sono già“.

È cambiato – ci risponde nel merito – che gli ospedali coinvolti sono quelli dell’intera provincia, non è un solo ospedale. Rimangono le mie perplessità sull’utilizzo di tutti gli ospedali, perché secondo me era più corretto, ad esempio, riempire l’ospedale di Noto. Però, dato che ci sono previsioni non positive e vengono coinvolti tutti gli ospedali della provincia, il trattamento diventa uguale per tutti“.


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