Augusta, ritardi tamponi di fine quarantena. Raddoppiati i laboratori, Asp: si passa da 200 a 800 esami al giorno
AUGUSTA – L’assessorato regionale alla Salute raddoppia i laboratori autorizzati che processeranno gli esami del tampone per l’Asp di Siracusa. I test saranno presi in carico da due ulteriori laboratori di patologia clinica, in aggiunta a quelli già autorizzati dell’ospedale “Umberto I” di Siracusa e del laboratorio privato “Campisi” di Avola.
Il laboratorio del Policlinico di Palermo a partire da oggi processerà per conto dell’Azienda sanitaria aretusea 400 tamponi al giorno, mentre quello dell’Istituto zooprofilattico, a partire da domani, ne processerà 200. “Queste prestazioni andranno ad aggiungersi alle 200 già assicurate in passato dai laboratori autorizzati dell’Azienda, portando a 800 il potenziale complessivo“, evidenzia l’Asp.
La direzione aziendale in tal senso ha predisposto un “dettagliato piano di azzeramento degli arretrati, mettendo in campo più squadre contemporaneamente presso i quattro distretti sanitari dell’Azienda, al fine di convocare da 500 a 600 utenti al giorno, lasciando le altre 200 prestazioni giornaliere a disposizione degli ospedali e del territorio per le esigenze diagnostiche dei pazienti e degli operatori sanitari“.
Soltanto ad Augusta si sono registrati circa 400 rientri da altre regioni a partire dal 14 marzo, regolarmente autosegnalatisi e collocatisi in isolamento domiciliare fiduciario, come prescritto dalle ordinanze del presidente della Regione siciliana (vedi ordinanza n. 7 del 20 marzo). Scaduti i 14 giorni di isolamento, con l’esigenza di sottoporsi all’esame del tampone rinofaringeo presso il pre-triage del “Muscatello”, sono emersi i ritardi sia nelle convocazioni telefoniche dall’Asp che nel processare i relativi test eseguiti (per Augusta, il Laboratorio analisi dell’ospedale “Umberto I”).
Abbiamo portato alla ribalta mediatica il caso emblematico di un operaio augustano in attesa di poter tornare a lavorare, poi convocato per sottoporsi al tampone circa 38 giorni dopo il rientro. Abbiamo appreso ieri, tra le diverse storie pervenute alla Redazione, di un caso altrettanto emblematico di una concittadina, M.F., “rinchiusa in casa da 43 giorni (dal 15 marzo, ndr), sequestrata forse è meglio – queste le sue parole – con il tampone già fatto in ritardo, cioè il 6 aprile, e ad oggi (27 aprile, ndr) non ho risposte da nessuno“. L’auspicio è che, a fronte degli annunciati 400 tamponi giornalieri in più riservati ai casi di fine quarantena, tutti i cittadini autosegnalatisi possano finalmente conoscere l’esito dei rispettivi tamponi e sottrarsi all’obbligo di isolamento domiciliare.
Intanto, in affiancamento e supporto del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Siracusa, l’assessorato regionale alla Salute ha nominato un commissario ad acta per tutta la durata dell’emergenza nella persona di Ireneo Sferrazza, direttore di Dipartimento all’Asp di Enna.
Il sindaco Cettina Di Pietro ha messo a disposizione, la scorsa settimana, un indirizzo email dedicato invitando a effettuare la segnalazione telematica a coronavirus@comunediaugusta.it. Oltre un centinaio di casi in pochi giorni.
La direzione aziendale dell’Asp di Siracusa fa quindi sapere che “completerà nei prossimi giorni l’esecuzione dei tamponi ai soggetti in quarantena fiduciaria di cui all’ordinanza n. 7 20 marzo 2020 del presidente della Regione siciliana“. “Si va dunque verso la risoluzione di una criticità che ha generato forte disagio agli utenti in attesa del tampone al termine della quarantena fiduciaria – dichiarano congiuntamente il direttore generale Salvatore Lucio Ficarra assieme ai direttori sanitario e amministrativo, Anselmo Madeddu e Salvatore Iacolino – criticità derivanti, come è noto, dalla forte carenza di tamponi e reagenti a livello nazionale e che, grazie all’intervento assessoriale, adesso viene finalmente superato”.
(Foto di copertina: generica)





















