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Cronaca

Carcere di Augusta, Dap e Direzione condannati per condotta antisindacale nel caso Bongiovanni

AUGUSTA – Il giudice del lavoro del Tribunale di Siracusa, Filippo Favale ha condannato il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) presso il Ministero della Giustizia e la Direzione del carcere di Augusta per l’utilizzo dello strumento disciplinare in funzione antisindacale nei confronti del sindacalista (dirigente sindacale del Sippe e affiliato al Sinappe) nonché sovrintendente di polizia penitenziaria Sebastiano detto Nello Bongiovanni.

Con sentenza del 3 agosto scorso, il Giudice, in accoglimento del ricorso presentato dalle due organizzazioni sindacali di cui fa parte Bongiovanni, ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, ha pertanto ordinato la “cessazione del comportamento illegittimo e rimozione degli effetti con immediata disapplicazione – si legge nel dispositivo della sentenza – del provvedimento della sanzione disciplinare della deplorazione irrogato” con un decreto del 30 maggio scorso.

Contestualmente ha condannato il Dap e la Casa di reclusione di Augusta alla “refusione delle spese processuali sostenute dal Sippe – Sindacato polizia penitenziaria e dal Sinappe – Sindacato nazionale autonomo polizia penitenziaria, che liquida in complessivi euro 1.500,00 per compensi professionali, oltre accessori di legge“, sigle sindacali assistite dall’avvocato giuslavorista Maurizio Papa del foro di Siracusa.

A margine della sentenza, arriva attraverso una nota stampa il commento congiunto dei vertici nazionali dei due sindacati di polizia penitenziaria, il Sippe con il presidente Alessandro De Pasquale e il Sinappe con il segretario generale Roberto Santini.

Alla base della decisione del Tribunale – riferiscono – un provvedimento disciplinare (sospensione dal servizio, derubricata poi dal Consiglio centrale di disciplina con la deplorazione) irrogato al sindacalista e sovrintendente di polizia penitenziaria Bongiovanni che, nella qualità di dirigente sindacale del Sippe, affiliato al Sinappe, rilasciava un comunicato agli organi di informazione, nell’esercizio del diritto di critica e libertà sindacale“.

Il Tribunale di Siracusa ha accolto in pieno il nostro ricorso – esultano i vertici sindacali – con una decisione che, oltre a non avere precedenti nel Corpo di Polizia penitenziaria, conferma il principio di libertà sindacale che si è tentato di ledere. Contrariamente a quanto sostenuto dall’Amministrazione penitenziaria, si legge nel decreto, nel provvedimento di irrogazione della sanzione disciplinare, nel comunicato stampa e negli altri scritti non si ravvisano specifici e concreti elementi idonei a far ritenere “…una pubblica campagna denigratoria lesiva del prestigio, dell’onorabilità e della professionalità dei vertici dell’Istituto Penitenziario della Casa di Reclusione di Augusta…”. Secondo il giudice, Sebastiano Bongiovanni si era limitato a denunciare con post e comunicati stampa – in qualità di dirigente sindacale e non nelle funzioni istituzionali lavoratore dipendente – le condotte poste in essere dall’Amministrazione nei suoi confronti, con espressioni sì aspre ma non eccedenti i limiti dell’esercizio del diritto di critica e della libertà sindacale, tutelati dagli artt. 1 e 14 della legge n. 300/1970 e dagli artt. 21 e 39 Cost.“.

Il sindacalista Bongiovanni sanzionato, secondo il Giudice del lavoro, nella pubblicazione del comunicato stampa e dei post (posti dall’Amministrazione alla base della sanzione disciplinare della deplorazione), ha espresso – quale rappresentante sindacale e non come semplice lavoratore – la propria posizione critica nei confronti del datore di lavoro con linguaggio aspro ma senza tuttavia travalicare i limiti del diritto di critica, nel pieno esercizio della libertà e dell’attività sindacale, senza che possa ravvisarsi una pubblica campagna denigratoria lesiva del prestigio del datore di lavoro, stante appunto il rispetto dei limiti della correttezza formale. Bongiovanni – concludono il presidente del Sippe e il segretario generale del Sinappe – sarebbe stato incredibilmente ed artatamente colpito nella sua posizione più debole (quella di lavoratore dipendente) con lo scopo di sfibrare la sua posizione più forte (quella di dirigente sindacale). Tuttavia, giustizia è stata fatta“.

Siccome al peggio non c’è mai fine – aggiungono – la Direzione del Carcere di Augusta, probabilmente indifferente alla decisione del giudice che le ha ordinato di cessare la condotta antisindacale, ha notificato al Bongiovanni un altro rapporto disciplinare per un’intervista che il sindacalista, nelle sue funzioni, aveva rilasciato al quotidiano nazionale La Repubblica. Abbiamo già dato mandato al nostro legale affinché valuti ogni possibile azione e nelle sedi opportune perché siamo davanti ad un comportamento antisindacale senza precedenti“.

(Nella foto di repertorio in copertina: carcere di Augusta)


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