Dpcm, Sicilia in area “arancione”. Protesta Musumeci. Ecco le nuove restrizioni dal 6 novembre
PALERMO – “Nell’area arancione, con criticità medio alta, ci sono Puglia e Sicilia“. Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte (nella foto di repertorio in copertina, ndr) in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Le misure entreranno in vigore da venerdì 6 novembre (posticipata di un giorno l’entrata in vigore del nuovo Dpcm firmato la notte scorsa da Conte) e dureranno fino a giovedì 3 dicembre, anche se il premier Conte ha specificato che il quadro epidemiologico sarà valutato nel frattempo.
Fortemente contrariato il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci: “La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a “zona arancione” appare assurda e irragionevole. L’ho detto e ripetuto stasera al ministro della Salute Roberto Speranza, che ha voluto adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la Regione siciliana e al di fuori di ogni legittima spiegazione scientifica“.
“Un dato per tutti – aggiunge il governatore – oggi la Regione Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila. Vogliamo parlare della Regione Lazio? Ricovera oggi 2.317 positivi a fronte dei 1.100 siciliani, con 217 in terapia intensiva a fronte dei nostri 148. Eppure, Campania e Lazio sono assegnate a “zona gialla”. Perché questa spasmodica voglia di colpire anzitempo centinaia di migliaia di imprese siciliane? Al governo di Giuseppe Conte chiediamo di modificare il provvedimento, perché ingiusto e ingiustificato. Le furbizie non pagano“.
Qui di seguito, in sintesi, le restrizioni ad oggi previste. Limiti negli spostamenti: vietato circolare dalle ore 22 alle 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute; vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una regione all’altra e da un comune all’altro salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute e necessità; raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all’interno del proprio comune.
Limiti nel trasporto pubblico: riduzione fino al 50 per cento per il trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico.
Chiusura di mostre e musei. Didattica a distanza per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori. Didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori.
In area “arancione”, scattano altri divieti per le attività di ristorazione. Se finora a pranzo potevano restare aperte, adesso scatta la chiusura. “Sono sospese – si legge nell’ultimo Dpcm – le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo”. Resta “salvo” però il domicilio mentre si potrà comprare cibo da asporto fino alle ore 22 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. “Restano comunque aperti – chiarisce il Dpcm – gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.
Nei fine settimana sono chiusi anche i centri commerciali. Sospensione di attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie. Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema. Restano aperti i centri sportivi, come parrucchieri, barbieri ed estetisti.


















