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Polo industriale di Siracusa, Confindustria avvia forum per la decarbonizzazione: “Necessari 8-10 miliardi”

SIRACUSA – “Decarbonizzazione e competitività” per la nuova sfida delle aziende del quadrilatero industriale di Siracusa, Augusta, Melilli e Priolo. Se ne è parlato, il 20 maggio, nella sede aretusea di Confindustria nell’ambito di una prima riunione con i deputati nazionali e regionali, i sindaci della zona industriale e i sindacati provinciali volta a favorire un “dialogo costruttivo attorno alle necessità e alle priorità di sviluppo” per il polo industriale.

L’associazione degli industriali, in rappresentanza delle sette grandi aziende insediate nel Polo, segnatamente di Isab Goi Energy, Versalis-Eni, Sonatrach Raffineria Italiana, Sasol Italy, Brown to Green Sicily, Air Liquide, Buzzi, e in collaborazione con il think tankThe European House – Ambrosetti“, ha infatti avviato uno studio finalizzato alla definizione di una nuova visione per la decarbonizzazione e la competitività.

Come ribadito da una nota stampa di Confindustria a margine, l’iniziativa intende affrontare “le sfide e le opportunità legate al percorso di decarbonizzazione del polo industriale di Siracusa per garantire lo sviluppo, la competitività e la sostenibilità delle aziende del Polo, identificando la traiettoria da seguire, i fattori abilitanti e quelli attualmente bloccanti e quindi da rivedere“.

Da sinistra: Sergio Corso e Gian Piero Reale

L’interdipendenza e la visione comune delle aziende – dichiara il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Realeci ha convinto della necessità di realizzare uno studio che ci consenta di avviare in maniera pragmatica un percorso di decarbonizzazione integrato al Polo al fine di considerare e valorizzare la forte simbiosi industriale alla base della competitività del Polo”.

Due le priorità emerse nella prima fase dello studio in corso per le aziende del polo industriale di Siracusa: lo sviluppo di una infrastruttura comune per il trasporto e lo shipping della CO2 catturata, la cosiddetta Carbon capture and storage (Ccs) a servizio di tutte le aziende del Polo; lo sviluppo di una filiera dell’idrogeno rinnovabile e low carbon integrata nelle attività del Polo.

Secondo quanto emerso, la visione unitaria di un “Zero carbon industrial cluster” nel polo industriale di Siracusa consente di preservare la competitività del polo industriale, di attrarre investimenti da parte di aziende interessate a produrre in contesti decarbonizzati, sostenere la riconversione delle imprese siciliane verso nuovi settori della green economy e contribuire alla sostenibilità del territorio.

La decarbonizzazione del Polo richiede la ridefinizione di alcuni “fattori abilitanti” nella normativa in grado di creare certezze e i tempi necessari per la riconversione industriale – sottolinea Alessandro Viviani, associate partner di “The European House – Ambrosetti” – La decarbonizzazione è più costosa in Europa che in altri contesti, rischiando di mettere fuori mercato le industrie europee. È necessario mettere in campo un nuovo approccio sistemico alla decarbonizzazione con un più diverso modello di intervento pubblico a sostegno della competitività nelle filiere globali“.

Dal primo incontro svolto, è emerso in particolare che, secondo Confindustria Siracusa, “per azzerare le emissioni del Polo saranno necessari circa 8-10 miliardi di euro di investimenti per l’adeguamento degli impianti produttivi ed un quadro normativo e di ammissibilità a finanziamenti non ancora esistente e definito e che richiederà un importante lavoro da parte del governo nazionale, di tutte le istituzioni e di tutti gli stakeholder“.

Una direzione che è stata notificata ai rappresentanti istituzionali e sindacali presenti, tra i quali i parlamentari nazionali Luca Cannata e Filippo Scerra, il deputato regionale Carlo Gilistro, il deputato regionale nonché sindaco di Melilli Peppe Carta, il sindaco di Priolo Pippo Gianni e i segretari generali provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, rispettivamente Roberto Alosi, Vera Carasi, Ninetta Siragusa e Antonio Galioto.


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